mercoledì 29 agosto 2012

When a Marine Comes Marching Home


When a Marine comes marching home again,
Hurrah! Hurrah!
We'll give him a hearty welcome then,
Hurrah! Hurrah!
Oh, the men will cheer the boys will shout
The ladies they will all turn out,
And we'll all feel bright  
When a Marine comes marching home.
And we'll all feel bright
When a Marine comes marching home.

Get ready for the Jubilee,
Hurrah! Hurrah!
We'll give the hero three times three,
Hurrah! Hurrah!
Well, the laurel wreath is ready now
To place upon his loyal brow,
And we'll all feel bright
When a Marine comes marching home.
And we'll all feel bright  
When a Marine comes marching home.

In twenty five hundred and six
Hurrah! Hurrah!
That was when the war begun,
Hurrah! Hurrah!
In twenty five hundred and six ,
Both sides were falling to,
And we'll all drink stone wine,
When a Marine comes marching home.
And we'll all drink stone wine,
When a Marine comes marching home.

In twenty five hundred and seven,
Hurrah! Hurrah!
We all fall in the trenches
Hurrah! Hurrah!
In twenty five hundred and seven
We all fall in the  sky
And we'll all drink stone wine,
When a Marine comes marching home.
And we'll all drink stone wine,
When a Marine comes marching home.

In twenty five hundred and eleven,
Hurrah! Hurrah!
We beat ‘em at Serenity,
Hurrah! Hurrah!
In twenty five hundred and eleven,
We reach the glorious victory;
And we'll all drink stone wine
When a Marine comes marching home.
And we'll all drink stone wine
When a Marine comes marching home.

[ Motivo molto noto presso tutte le truppe alleate durante la guerra, tuttora in auge e presente in molte varianti,  che celebra la vittoria e il ritorno a casa dei soldati. Qui la versione più diffusa nella Marina]


Quando un Marine marcia  verso casa
Urrà! Urrà!
Gli daremo di cuore un benvenuto
Urrà! Urrà!
                  Gli uomini saluteranno e i ragazzi strilleranno                                                                                                                                                                                 

Le ragazze si precipiteranno verso di loro
E sarà una festa per tutti quando un Marine marcia verso casa.                         
E sarà una festa per tutti quando un Marine marcia verso casa.

Preparatevi al festeggiamento,
Urrà! Urrà!
Che faremo al nostro  eroe  tre volte tre,
Urrà! Urrà!
La corona d'alloro è pronta adesso
Per ornare la sua fronte leale
E sarà una festa per tutti quando un Marine marcia verso casa.                                                        
E sarà una festa per tutti quando un Marine marcia verso casa.


Nel duemilacinquecento sei,
Urrà! Urrà!
Che è stato quando la guerra è iniziata,
Urrà! Urrà!
Nel duemilacinquecento sei
Entrambi i lati stavano cadendo.
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa.                                                           
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa

Nel duemilacinquecento sette,
Urrà! Urrà!
Tutti noi piombavamo nelle trincee,
Urrà! Urrà!
Nel duemilacinquecento sette
Tutti noi piombavamo nel cielo.
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa.                                                           
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa.

Nel duemilacinquecento undici,
Urrà! Urrà!
Li abbiamo battuti a Serenity,
Urrà! Urrà!
Nel duemilacinquecento undici
Abbiamo raggiunto la gloriosa vittoria.
                        E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa.                                                           
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa

venerdì 17 agosto 2012

Exodus Day


Una riproduzione computerizzata della Terra-che-fu prima che diventasse inabitabile

Una delle poche cose che accomuna tutto il 'Verse, se non forse l'unica, è l'Exodus Day, che ad oggi costituisce la festività più importate di tutti i pianeti colonizzati.
Questa festa commemora il decollo della prima spedizione delle Arche dalla Terra-che-fu verso una porzione di spazio sconosciuto, in un viaggio che avrebbe portato alla colonizzazione di nuovi mondi in altri sistemi solari, con la promessa di una nuova vita di pace, speranza ed opportunità.
Il fatto che molti dei sogni dei primi, ingenui pionieri si siano drasticamente infranti contro l'inospitalità e la criminalità di alcuni pianeti, oltre che con la grande guerra conclusasi di recente, non ha cancellato l'usanza di festeggiare il momento in cui l'umanità decise di congedarsi dalla Terra ormai morente.
L'Exodus Day, che viene festeggiato il 28 Settembre, è insomma una festa di catarsi e speranza, che accomuna tutte le popolazioni del 'Verse, a prescindere dalla loro religione o nazionalità.

La parata del 28 Settembre in una città di Horyzon

Core Worlds

Nei Core Worlds, è usanza festeggiare l'Exodus Day con grandi parate e feste cittadine. Durante la giornata, le strade principali del paese vengono chiuse, transennate e preparate per la grande sfilata, sempre accompagnata da musica e da spettacoli aerei dove piccoli velivoli si cimentano nel volo acrobatico, lasciando dietro di sé scie di fumo colorato.
La festa, che di solito ha inizio nel pomeriggio inoltrato, continua fino a notte fonda fino a culminare nel countdown della mezzanotte, dopo la quale i cittadini sono soliti scambiarsi dolcetti e cioccolatini a forma di navi spaziali.

Uno dei cioccolatini tipici dell'Exodus Day

Border Worlds ed Outer-Rim

Nei Border Worlds e nell'Outer-Rim, è tradizione festeggiare l'Exodus Day con sagre di paese che possono durare anche una settimana intera. Durante le sagre, nelle vie principali, ornate da festoni a forma di astronavi di ogni tipo, vengono montate bancarelle per tutti i gusti, mentre i cantastorie ed i saltimbanchi rallegrano la festa con canti e storie (spesso decisamente fantasiose) sulla Terra-che-fu ed il mitico viaggio verso i nuovi pianeti.
Durante la serata dell'Exodus Day ci si riunisce davanti ad un grande pira, solitamente posizionata nella piazza antistante alla chiesa più importante, e, dopo molte ore di canti, balli, recite e storie condite di cibi casalinghi e bevande alcoliche, si conta alla rovescia sulla scia dei rintocchi della campana, in ricordo del count-down globale che diede inizio al decollo generalizzato delle Arche.

Dei ragazzi danzano attorno al falò a Richleaf, Outer Rim


Usanze comuni per tutti i pianeti (o quasi)

- pranzare con la propria famiglia, in casa o al ristorante a seconda della propria estrazione sociale, per terminare con un dolce a forma di nave spaziale ed avere poi il tempo di unirsi alle feste che iniziano nel tardo pomeriggio.
- comprare e scambiarsi cioccolatini sempre a forma di astronavi: la ricercatezza dei dolci varia a seconda che siano preparati dalle raffinate pasticcere dei Core Worlds o dalla mani delle donne di casa del Border e del Rim.
- per i ricchi genitori dei mondi centrali, regalare ai più piccoli giocattoli a forma di astronavi o libri che raccontino storie sulla Terra-che-fu.
- buttare o dare via oggetti di cui non si ha più bisogno, a memoria di quando la civiltà della Terra-che-fu decise di lasciarsi alle spalle il proprio mondo morente.
- nei mondi del Core, è tradizione riunirsi allo scoccare della mezzanotte del 28 Settembre nei più grandi monasteri buddhisti, per accendere lanterne di carta che prendono il volo nei cieli delle maggiori città. Per meglio godere di questo spettacolo, l'amministrazione cittadina decreta lo spegnimento di qualsiasi luce pubblica non essenziale da mezzanotte alle due di notte, e la stessa cosa fanno i privati cittadini.


Un raffinatissimo dolce a forma di firefly, prodotto da una pasticceria di Capital City

La notte del 28 Settembre presso il tempio Hanshan di Capital City, Horyzon


lunedì 30 luglio 2012

Richleaf - Maracay



RICHLEAF

Richleaf, outer-rim planet del sistema Polaris, è famoso per un avanzamento tecnologico discreto e strutture mediche senza pari in tutto l'outer-rim. Piuttosto povero di risorse naturali, presenta un clima variabile, con temperature che non scendono sotto i sei gradi nei mesi invernali e che salgono fino a picchi frequenti di 45 gradi nei mesi estivi. Le precipitazioni, assai frequenti e decisamente abbondanti, si concentrano tra novembre e marzo.

Richleaf si è schierato, all'inizio della guerra, con il Fronte Indipendentista. E' stato mediamente bombardato subendo, durante la ricostruzione delle strutture mediche e dei laboratori, una carestia e un'epidemia di tifo due che, congiunte, hanno spazzato via centinaia di migliaia di vite. 


MARACAY

La capitale di Richleaf è il vastissimo conglomerato urbano di Maracay, una città estesa quanto le più grandi megalopoli del Core.

Maracay ha un centro cittadino ristretto, pieno di grattacieli talmente vicini tra di loro che, si dice - esagerando - che un abitante del centro può passare una ciotola di riso al suo dirimpettaio semplicemente allungando la mano fuori dalla finestra.

Mentre il centro è popolato da una classe di imprenditori mediamente benestanti, il vero cuore di Maracay si trova, paradossalmente, nelle sue vastissime periferie: sei strade principali che danno il nome ai "quartieri" sviluppatisi loro intorno: Saavedra, Dominicana, Las Rosas, Fidelidad, Tartagal e San Cristobal. 



Tali periferie hanno tutte conformazioni simili, sviluppandosi sul modello della baraccata: centinaia di baracche costruite di alluminio e materiali di scarto, facilmente infiammabili e spesso prive dei servizi essenziali, si accatastano l'una sull'altra, in alcuni casi in zone paludose percorse da canali di acqua piovana (come, ad esempio, a Las Rosas e Fidelidad). Il livello tecnologico, sviluppato nel centro - che ospita ospedali e laboratori di sintetizzazione - viene meno nelle zone delle baraccate, dove è tuttavia possibile trovare cliniche attrezzate ed economiche nonché laboratori di fortuna: Richleaf, infatti, è celebre in tutto il sistema per le esportazioni di droghe e prodotti sintetici illegali.



CULTURA

La lingua più parlata è l'inglese, ma esistono numerosissime comunità di lingua spagnola (considerata, comunque, alla stregua di un qualsiasi dialetto). La sensazione che si ha nel percorrere le rumorose strade della città - pieni di saltimbanchi, musicanti, ballerini - è quella di un vivacissimo crogiolo di culture che si fondono in sincretismi a volte paradossali.

La religione più praticata è il cattolicesimo, seppure la sua fusione con miti e credenze locali porti alla creazione di un nuovo culto cui si fa riferimento solitamente col nome di la Mezcla. Questa specie di religione comprende, accanto alla visione del Dio cristiano più tradizionale, un vasto pantheon di santi ognuno con la propria area d'influenza: i santi più importanti sono Saint Miguel, protettore dei collezionisti * e Saint Adele, protettrice dei musicanti. Ai santi si affianca una vasta schiera di demoni, raffigurati nelle maniere più eccentriche, che la tradizione vuole in lotta perenne per aggiudicarsi le anime degli uomini: la possessione demoniaca è considerata reale, gli esorcismi praticati ogni anno sono numerosi e brutali. Altre pratiche considerate reali sono il voodoo e la magia nera, e ugualmente esistenti sono ritenuti una serie di animali fantastici (tra cui il corvo con tre occhi, considerato segno di sventura imminente). 


* Una delle figure "professionali" più presenti nelle zone delle baracche è quella del "collezionista": vengono così chiamati tutti coloro che si avventurano nelle discariche della città alla ricerca di materiale di scarto utile a riparazioni e costruzioni meccaniche ed edilizie, che rivendono poi nei vastissimi mercati di Maracay. Un adagio molto noto dice che: "a Maracay, ogni cosa ha sette vite", alludendo appunto al riciclo che si fa di ogni materiale.

martedì 17 luglio 2012

Miti e credenze di St. Andrew




Sono miti e credenze che per molti tratti si rifanno a quelle norrene, forse a causa delle prime popolazioni stanziatesi in questo pianeta. Non si può parlare assolutamente di una “religione rivelata”, in quanto priva di una fondazione storica individuale. Si tratta di raccolte di conoscenze trasmesse oralmente da padre in figlio, di generazione in generazione, dai tempi della Terra-che-fu.
A causa di questa trasmissione orale molti di questi miti sono andati persi, come ad esempio i nomi delle divinità.
Un pianeta sul quale la potenza della natura è imponente, proprio questa forza viene considerata la manifestazione del volere degli dei.
Le divinità sono eroi umani o sovrani divinizzati o anche esseri sovrannaturali dalle sembianze di animali, come ad esempio il lupo, il corvo ed il serpente. Spesso non mancano nell’immaginario comune figure demoniache mostruose ed antropomorfe.

A St. Andrew non è presente una popolazione bellicosa; colpiti duramente dalle rigide condizioni non perdono tempo anche a tentare di sottomettersi tra loro, per conquistare villaggi in desolate porzioni di pianeta. Eppure è frequente l’idea che morire valorosamente sul campo di battaglia sia l’onore più grande che possa capitare ad ognuno di loro. Cacciare animali di ogni stazza e affrontare da soli branchi di lupi, viene considerato un atto di forza e di coraggio. Non è raro infatti trovare uomini (o anche donne) che indossano vesti confezionati dalle pelli degli animali da loro cacciati, in forma di vanto.

Il defunto nella sua morte passa in uno stato differente di vita. Per l’uomo è come se avesse attraversato uno specchio, un velo. E come nel mondo dei vivi non vedeva il mondo dei morti, così nel mondo dei morti non vedrà il mondo dei vivi. Sarà accolto da defunti amici e parenti, prima di essere condotto nella reggia degli eroi. Ma non tutti i defunti possono accedere a questa reggia. Dovranno fronteggiare prove che il Re della reggia (la divinità maggiore) riterrà opportuno. E per via di queste credenze, quando un uomo rimane ucciso, fuori dal villaggio natale si lascerà appeso l’occhio utilizzato dal defunto per prendere la mira e la mano utilizzata per combattere. E saranno un corvo ed un lupo a portare al defunto il suo occhio e la sua mano umana, per fronteggiare le prove con più precisione e forza.

Quando un uomo raggiunge la reggia degli eroi, credenza vuole che banchetterà e berrà in compagnia di splendide donne guerriere, di fianco alle altre divinità. E quando sorge il sole, scenderanno di nuovo in battaglia contro fiere demoniache fino al tramonto, dove i morti risorgeranno di nuovo nella reggia ed i feriti vedranno le loro ferite rimarginate. Questo fino al giungere della “fine di tutto”.
Non si crede che vi sia una vera e propria fine dei mondi e del cosmo, piuttosto un rinnovamento necessario. Ma prima che giunga questo rinnovamento, le creature demoniache spezzeranno il velo che divide i due mondi (vivi e morti) e semineranno il caos.

Ovviamente nessun abitante di St. Andrew crede che esistano demoni con corna e forconi, il demone è un qualcosa che si acquisisce con condotte orrende e che logorano dall’interno anche il corpo. Il tutto quindi è molto allegorico. Considerando tuttavia le varie leggende del ‘Verse e l’esistenza di mondi dei quali non si conosce nulla, creature aliene potrebbero rientrare in questa concezione astratta ed abbastanza personale.
Si trattano di miti, tradizioni e credenze folkloristiche e popolari, alle quali molti aderiscono mentre altri ritengono senza senso. Molto dipende anche dai villaggi: quelli meno isolati e sviluppati tendono ad abbandonare queste dicerie, al contrario dei villaggi sperduti e maggiormente isolati.

mercoledì 6 giugno 2012

the face of the father


I do not aim with my hand;
Io non miro con la mia mano;
he who aims with his hand has forgotten the face of his father.
colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
I aim with my eye.
Io miro con gli occhi.
I do not shoot with my hand;
Io non sparo con la mia mano.
he who shoots with his hand has forgotten the face of his father.
Colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
I shoot with my mind.
Io sparo con la mente.
I do not kill with my gun;
Io non uccido con la mia pistola.
he who kills with his gun has forgotten the face of his father.
Colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre.
I kill with my heart.
Io uccido col cuore.
 
[ Si dice che la poesia, composta da un Re di cui si è perduta la memoria, sia sopravvissuta dai tempi della Terra-che-fu. Diffusa in tutto il 'Verse, dai Core Worlds all'Outer-Rim, è ben nota specialmente negli ambienti militari; dimenticare il volto del padre è, per altro, diventato un modo di dire piuttosto in voga per indicare in maniera spregiativa comportamenti non tradizionali o scorretti.  ]

martedì 29 maggio 2012

The Hobo Song


La Hobo Song è un canto popolare conosciuto nel Border quanto nell'Outer Rim. E' diffuso perlopiù tra gli ex-galeotti senza fissa dimora, i vagabondi e i giramondo - per scelta o per necessità -, che si spostano frequentemente di pianeta in pianeta in cerca di fortuna, finendo spesso nelle colonie di disperati stabilitisi recentemente su lune mal terraformate ai confini dello spazio conosciuto.




I am the man of constant sorrow
Sono un uomo dal dolore costante
I've seen trouble all my days
Ho visto problemi ogni giorno
I bid farewell to old Clackline
dico addio alla vecchia Clackline
The place where I was born and raised.
il luogo in cui sono nato e cresciuto

The place where he was born and raised
il luogo in cui è nato e cresciuto

For six long years I've been in trouble,
Per sei lunghi anni sono stato nei guai
no pleasure here on earth I've found
non ho trovato alcun piacere qui sulla terra
For in this world, I'm bound to ramble,
visto che in questo mondo, sono obbligato a vagare
I have no friends to help me now.
non ho amici che mi aiutino adesso

He has no friends to help him now
non ha amici che lo aiutino, adesso

It's fair thee well, my old true lover,
ti auguro ogni bene, mio vecchio vero amore
I never expect to see you again.
non mi aspetto di vederti mai più.
For I'm bound to ride that Outer Space route,
perché sono obbligato a percorrere quella rotta spaziale nell'Outer Rim
perhaps I'll die upon this ship
forse morirò su questa nave

Perhaps he'll die upon this ship
forse morirà su questa nave

You can bury me in some deep valley,
puoi seppellirmi in una valle profonda,
For many years where I may lay.
dove potrei riposare per molti anni
And you may learn to love another
a tu forse imparerai ad amare qualcun'altro
while I am sleeping in my grave.
mentre io dormo nella mia tomba

While he is sleeping in his grave
mentre lui dorme nella sua tomba

Maybe your friends think I'm just a stranger
Forse i tuoi amici pensano che sia solo uno straniero
My face you never will see no more
la mia faccia non la vedrai mai più
But there is one promise that is given,
ma c'è una promessa che è stata fatta,
I'll meet you on Gods golden shore
ti incontrerò sulle rive dorate di Dio

He'll meet you on God's golden shore 
ti incontrerà sulle rive dorate di Dio

giovedì 24 maggio 2012

Preghiera dei Naviganti


Tu mi poni, amico mio, una domanda, mentre giriamo nell'abisso senza direzione né bussole. Mi chiedi che cos'è che nella notte infinita ruggisce nello spazio in cui viviamo come in un sogno. E' Dio che ci chiama. E' Dio che ci conduce al cielo più alto, dove l'universo è luminoso e pieno di vento.

Affidiamo le loro anime alle clemenza delle stelle.

You ask, my friend, a question, as we spin through the abyss with neither direction nor compass. You ask me what it is that in the endless night roars in the space where we live as in a dream. It is God calling us. It is God leading us to the higher sky, where the universe is bright and full of wind.

We commend their souls to the stars' clemency.

La preghiera dei naviganti è diffusa in tutto il 'Verse ed è conosciuta perlopiù da coloro che lavorano per lunghi periodi su navi spaziali. E' normalmente recitata dal capitano della nave in occasioni di lutto: i corpi dei morti, durante viaggi che possono durare a volte anche numerose settimane, vengono espulsi dalla nave e affidati allo spazio, in assenza, il più delle volte, di strutture adeguate a preservarli dalla decomposizione. Il "cielo più alto" cui fa riferimento la stessa preghiera è ascrivibile all'immagine del paradiso diffusa tra i lavoranti dello spazio profondo: un luogo luminoso (a differenza dello spazio in cui vivono) e "pieno di vento", ossia di ossigeno.