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giovedì 2 aprile 2015

New London



New London è il secondo pianeta più grande del Sistema Centrale, dopo Xinhion, e quello più vicino al sole. E' composta da tre continenti ed una fitta costellazione di isole ed arcipelaghi che riempiono gran parte dei mari: le terre emerse coprono infatti il 75% della superficie planetaria. I due oceani principali sono stati rinominati a ricordare gli esuli ed i morti della prima colonizzazione. Intorno al pianeta orbitano tre lune: Ford, Nixon ed Hoover.

Il pianeta presenta una superficie prevalentemente collinare con diversi massicci montuosi di origine vulcanica che la terraformazione ha portato a una rapida estinzione; così facendo le attività vulcaniche sono state canalizzate tutte lungo il frastagliato fondale marino, costantemente monitorate e controllate. Questo processo di controllo delle eruzioni, e quindi dei terremoti e tsunami, ha sì garantito maggiore sicurezza alla popolazione ma ha avuto l’effetto collaterale di innalzare eccessivamente il livello di monossido di carbonio nell’acqua e di "bruciare" completamente le terre emerse, rendendo il pianeta sterile di vita animale e vegetale. La depressione nella quale è contenuta la White Sea ed il White River è l’unica eccezione ed è stata resa un bio-parco artificiale chiuso da una futuristica e colossale cupola: all'interno di essa sono conservati in semi-cattività alcune specie terrestri e marine delle regioni caucasiche della Terra-che-fu.

Le sorgenti dalle quali attingere acqua potabile sono esigue e comunque insufficienti a soddisfare il fabbisogno della numerosa popolazione del pianeta. L’acqua potabile è un bene di lusso di cui detiene il monopolio assoluto lo stato; che ne importa dai pianeti esterni quantità industriali diluendole con derivati chimici in grado di garantire i liquidi necessari a ogni cittadino. 

E' un pianeta climaticamente secco e con livelli di umidità sensibilmente basse anche alle latitudini equatoriali. Le temperature oscillano dai -10 ai +5 gradi nei periodi invernali mentre in estate varia dai +15 ai +22 gradi; nei circoli polari le temperature si aggirano sempre sui -25 gradi mentre all'equatore intorno ai +30 gradi.

Se da un lato New London risulta un mondo sterile, dall'altro è un pianeta ricco di risorse minerarie, soprattutto di ossidiana: i neolondinesi ne ottimizzarono la lavorazione per l’impiego bellico ed industriale, dai pannelli solari ad altissimi rendimenti ai progenitori degli attuali proiettili perforanti. Grazie allo sfruttamento di questo minerale vulcanico e all'esportazione dei lavorati, il governo neolondinese ha ingrossato le proprie finanze e divenuto la potenza di primo piano che è oggi. Tra i corer il modo di dire "cuore d’ossidiana" - oppure "il cuore di un neolondinese" - è particolarmente in voga a fronte della storia di questo pianeta.

Le metropoli più importanti sorgono tutte alle foci dei fiumi e la quasi totalità delle altre città si diramano lungo i pochi corsi d’acqua che in passato fungevano da percorso veloce ed economico per portare a valle l’ossidiana. Molte città sorgono anche nell'entroterra, dove prima vi erano i centri di estrazione dei minerali. I mezzi pubblici sono efficienti, numerosi e puntuali, tanto che il traffico privato nelle città risulta particolarmente sconveniente e spesso costoso. Per il trasporto cittadino suacqua, lungo i fiumi o anche nelle traversate oceaniche, vengono utilizzati moderni aliscafi, mentre per il trasporto di terra è stata potenziata una fitta rete di linee della metropolitana, le quali collegano tra loro anche tutte le principali metropoli costiere. Grazie a questa gestione oculata dei mezzi pubblici e civili, lo spazio aereo viene sfruttato unicamente da militari e tutori della legge nonché dalle unità di pronto soccorso.

New London conta la più alta presenza di basi militari planetarie in tutto il ‘Verse poiché il 60% delle reclute di tutta la Flotta passa i 18 mesi di addestramento su questo pianeta, rendendolo di fatto il primo pianeta militare del sistema Central. Inoltre i Complessi Militari dell’Area XC54Z sorgono su una porzione di continente desertificata artificialmente nel 2200, dove le temperature sono indotte dall'uomo per avere picchi di -30 gradi all'ombra +50 al sole. Seppure i simulatori militari di ultima generazione abbiano reso obsoleti queste aree di addestramento, XC54Z è meta ambita da quei soldati che intendono addestrarsi duramente in condizioni e temperature estreme.

La popolazione è divisa tra occidentali (80%) e orientali (20%), perlopiù discendenti delle etnie anglofone e cinesi. L’accento neolondinese è inconfondibile, con una cadenza molto simile a quella dei britannici della Terra-che-fu.

Economicamente solida e con governi sempre stabili, New London spicca nella produzione di acqua e generi alimentari sintetici a partire dalle particelle di idrogeno, ossigeno e carbonio delle quali le sue lune sono ricche. L’industria navale e quella bellica sono il fiore all'occhiello del pianeta ed i porti federali di New London City, Manhattan e New Boston sono tra i più grandi di tutto il Central. New Washington, costruita all'interno della cupola della White Valley, è un centro di biochimica e medicina molecolare tra i più conosciuti. Le università, per via della forte militarizzazione ed industrializzazione planetaria, sono specializzate nella formazione di giovani piloti e ingegneri.

Negli ultimi vent'anni New London ha vissuto, soprattutto nelle zone metropolitane costiere, una netta rinascita culturale, il fiorire dell'industria letteraria e olo-cinematografica e soprattutto la riorganizzazione di una feroce scuola di pensiero giornalistica che ha formato alcuni dei migliori reporter dei tempi contemporanei.

New London City

Storia


New London nasce nel 2070, anno in cui terminano i processi di terraformazione. La città di New London tra le prime ad essere fondata, acquistando di fatto il titolo di capitale planetaria e sede del governo del pianeta. Fin dagli albori, il processo di strutturazione burocratica viene semplificato al massimo e basandosi sulla forma degli stati federali. Nel primo secolo, il pianeta vive un periodo di totale isolazionismo, accumulando risorse e ristagnando in una crescita economica e demografica praticamente nulla; perfino Meili sembrava, agli occhi dei neolondinesi, un pianeta migliore in cui emigrare. La svolta avviene nel 2140, a pochi anni dalla seconda colonizzazione e con l’ingresso nella scena politica di alcune personalità fortemente progressiste. In mezzo secolo, New London non solo decollò economicamente migliorando sensibilmente la qualità della vita della popolazione, ma divenne uno dei promotori della nuova colonizzazione.

Nel 2200 la 10th Fleet venne inglobata nella 2nd Fleet ed il pianeta ne divenne la sede principale; alcune delle vecchie strutture di estrazione dell’ossidiana vennero adibite a basi militari mentre altre divennero sede dell’industria bellica: New Boston nacque esattamente in questo modo.

Nel 2370 la popolazione mondiale era aumentata di circa dieci volte rispetto ai numeri degli esuli della prima colonizzazione, così come le città costruite avevano rischiato di prosciugare completamente le risorse idriche del pianeta. Il Water Act fu una manovra necessaria che costò la leadership dell’ala Bianca del governo neolondinese, accusato della cattiva gestione dell’acqua potabile; alle nuove elezioni per la presidenza, la Silver Coalition di New London ottenne il mandato con quasi il 90% dei consensi.

Quando scoppiò la Guerra, nel 2506, l’intensa propaganda riuscì a reclutare un numero impressionante di volontari soprattutto dagli ambienti accademici e studenteschi; la guerra incrementò ulteriormente le finanze planetaria grazie alla vendita degli armamenti e di vettovagliamenti e che a fine conflitto la vide incolume da danni strutturali. I morti furono comunque considerevoli tanto che, appena fuori Port Virginia, venne eretto un cimitero monumentale per le vittime di guerra, neolondinesi e non, tra i più grandi di tutto il Central.

Atlantis

venerdì 23 gennaio 2015

New Melbourne


Geografia

New Melbourne è per dimensioni, dopo Richeaf, il secondo pianeta più grande del sistema Polaris ed il pianeta con la maggior percentuale di superficie marina nel 'Verse, dopo Whitmon. Le terre emerse formano due continenti su cui si concentrano le città più grandi, seppure gli ampi oceani siano costellati di isole di svariate dimensioni che ospitano insediamenti non urbani. La capitale Trinidad si trova nell'emisfero australe ed è, con tre milioni di abitanti, la città maggiormente popolata. Seguono per importanza Nueva Tijuana, un esteso agglomerato urbano caratterizzato dal più alto tasso di criminalità ed omicidi del pianeta, e Mayaguana.  

Il pianeta è incredibilmente ricco di acqua, che era in parte già presente in forma solida ancor prima del terraforming, seppure per ragioni ignote. Il pianeta si prestava quindi perfettamente a creare un complesso ecosistema marino, l'unico che avrebbe conservato la totalità delle specie subacquee salvate dalla Terra-che-fu durante l'esodo delle Arche. Le temperature sono generalmente miti, influenzate dal normale alternarsi di due stagioni nella zona equatoriale e quattro stagioni a nord ed a sud dei tropici. Il terreno è scarsamente coperto da rilievi, la catena montuosa più significativa, la Sierra Sacramento, supera appena i 2000 metri. Le dorsali oceaniche, invece, sono molto pronunciate ed estese essendo New Melbourne un pianeta con un'elevata attività vulcanica e sismica.



Economia

L'unico centro industriale del pianeta è Mayaguana, ma la sua capacità è assolutamente inadeguata al pianeta. La produzione di New Melbourne in qualsiasi frangente non riesce a sopperire al bisogno della popolazione, motivo per cui il pianeta fa affidamento all'importazione per quasi tutti i beni di prima e seconda necessità. Le materie acquistate provengono dai pianeti attigui del sistema Polaris e sono per lo più di bassa qualità, per ammortizzare i costi dell'importazione. Beni di lusso come macchine e strumenti tecnologici sono quasi sempre arretrati, frutto di un perenne ed estenuante ciclo di riparazioni. Questa particolarità dà a New Melbourne un aspetto unico, come se le città fossero rimaste isolate dal resto del 'Verse per decenni. Sul pianeta l'arrangiarsi si è fatto arte ed è diventato uso comune dire che "per fare una cosa bene bisogna prima farla male"

Solo il settore ittico è veramente produttivo ed è motore trainante dell'economia del pianeta. Le maggiori città si sono sviluppate per questo motivo in zone costiere ed i mezzi di trasporto marittimi primeggiano rispetto a qualsiasi spostamento via terra o via aria. Il lavoro da pescatore non è privo di rischi e, al pari con molte malattie, la scomparsa in mare è anche la più diffusa ragione di decesso nella popolazione non benestante. "El mar da, el mar quita", il mare dà, il mare prende. 

Recentemente sono stati trovati nei fondali marini dei giacimenti minerari provenienti dalla solidificazione dei minerali racchiusi nel mantello terrestre, che raggiungono le acque fredde dell'oceano attraverso delle ciminiere, i cosiddetti "black smokers". Lo sfruttamento di questi giacimenti potrebbe aprire un nuovo settore economico nel pianeta, a vantaggio quasi esclusivo della classe dirigente.


Società

La cultura di New Melbourne è, come in molte altre parti del Rim, fortemente maschilista ed i ruoli da rispettare all'interno della famiglia sono nettamente marcati. L'isola di Llemanjá, dove si è stabilita una solida cultura matriarcale, costituisce un'eccezione a questa regola. Il cristianesimo cattolico è la religione più diffusa e lo spagnolo la lingua più parlata. Il pianeta è etnicamente molto ricco, avendo una leggera predominanza di abitanti di origini latine, cui seguono neri, bianchi ed orientali in rapporti equilibrati.

A causa della particolare situazione economica di New Melbourne la maggioranza della popolazione vive ufficialmente sotto la soglia della povertà. Il governo è sordo ai bisogni dei cittadini ed attento a soddisfare solo gli interessi dell'1% più benestante. Nonostante questo il popolo di New Melbourne è naturalmente ottimista, edonista e di semplici bisogni. La tendenza ad arrangiarsi ed il bisogno di adattarsi alla difficoltà economica hanno portato gli abitanti a trovare sempre modi originali di guadagnare il pane, "lavorando senza lavorare", tanto da essere spesso accusati di semplice pigrizia. Questa naturale furbizia si trasforma fin troppo facilmente in criminalità nelle città più grandi. In particolare a Nueva Tijuana i cartelli della droga mietono quotidianamente vittime anche nella popolazione non coinvolta nelle guerre tra bande ed il tasso di omicidi è comparabile con quello di Sunset Tower e Maracay, seppure la città abbia un numero significativamente minore di abitanti. 



Storia

Il processo di adattamento del pianeta è stato uno dei più lunghi nella storia della Nuova Colonizzazione, durato più di trent'anni tra il 2252 ed il 2284. Fu sovvenzionato e portato a termine dalla Archaea, allora senza dubbio la più importante azienda del Core in campo scientifico, con l'intento secondario di avere un pianeta che fosse un enorme laboratorio di ricerca di biologia marina. Alcuni sostennero addirittura che la Archaea volesse ricreare in modo accelerato il processo di evoluzione dai batteri agli organismi complessi, ma queste ipotesi rimasero sempre tali. Ciò che rimane adesso, tuttavia, è la presenza di grandi cetacei e migliaia di specie marine completamente estinte nel resto del 'Verse: insieme a Whitmon, New Melbourne è l'unico pianeta in cui è possibile osservare in libertà specie come orche, balene, grandi squali e delfini.

La recente storia di New Melbourne è stata macchiata da un lungo ed estenuante conflitto con Safeport, conclusosi per necessità all'inizio della Grande Guerra. Nel 2476 Safeport impose un arbitrario e spropositato aumento dei prezzi sui beni di esportazione prodotti dalle sue fabbriche, beni su cui New Melbourne faceva affidamento per quasi il 40% del suo bisogno globale. Quando le (brevi) trattative diplomatiche fallirono, iniziò una sanguinosa guerra tra i due pianeti. L'inferiorità bellica di New Melbourne era evidente, ma i cruiser del pianeta azzurro continuarono a ribattere con brevi e rapide incursioni punitive contro l'esercito nemico. Sette anni dopo l'inizio del conflitto fu firmato tra i due governi un armistizio che dichiarava Safeport vincitore, ma le tensioni tra i due pianeti non cessarono e furono portati a termine diversi attacchi terroristici e bombardamenti sulla superficie dei reciproci pianeti per un altro ventennio. Quando, nel 2504, l'attenzione e l'astio del Rim si focalizzò contro l'Unione, Safeport e New Melbourne diedero l'ordine di cessare il fuoco per combattere su un fronte unito. La Grande Guerra ebbe l'effetto di appianare le differenze tra i due popoli, sebbene la tensione tra i due reciproci governi sia ancora presente, soprattutto dopo la decisione di New Melbourne di non unirsi alla Confederazione di Polaris.



sabato 19 ottobre 2013

Koroleva Wants




"L'Alleanza vuole il Rim, il Rim vuole se stesso e Koroleva vuole ogni cosa"


[Modo di dire noto in tutto il 'Verse, ma diffusosi in particolare a Polaris dal 2515]

New Moscow, Koroleva

domenica 25 agosto 2013

Shadetrack


"Non puoi tornare a casa perché non è più dov'era una volta"
Detto diffusosi a Shadetrack dalla fine della Guerra.


Generale

Shadetrack era, prima della guerra, un pianeta fertile e ricco di risorse naturali, popolato perlopiù di piccoli borghi rurali indipendenti, ranch e fattorie di medie e grandi dimensioni. Schieratosi con gli Indipendentisti, è stato duramente bombardato dall'Alleanza durante la guerra, tanto che si dice che ora non ne sia rimasto altro che cenere e qualche minuscola oasi sovrasfruttata dai pochi superstiti. Quando era ancora fertile, divideva il suo territorio tra vaste zone desertiche, perlopiù transito di gruppi nomadi e viaggiatori, ed enormi praterie e campi coltivabili. Le tre regioni maggiormente popolate (ma chiaramente non le uniche) erano Sweet Waters (simile nella conformazione, nella cultura e nelle attività svolte dai suoi abitanti a decine di zone sparse per l'intero pianeta), Las Cruces e l'area marittima nota come The Quay.



Sweet Waters 
mappa

Prima della guerra, Sweet Waters (chiamata dai suoi abitanti anche "la regione dei fiumi") è sicuramente la più fertile tra le numerose regioni del pianeta. I centri urbani sono raccolti perlopiù nella zona a sud, spaccata in due dalla catena montuosa della Trinidad, affiancati da una serie di ranch più o meno piccoli, a conduzione familiare o amministrati da decine di persone e in grado di dar lavoro a centinaia di uomini e donne. I più grandi ranch si trovano a est delle montagne, mentre a ovest si sviluppano i centri urbani più popolati: Mexican e Ciudad Nueva. La maggior parte della popolazione, tuttavia, non vive nelle grandi città (che non contano comunque un alto numero di abitanti: 70.000 per Mexican, 120.000 per Ciudad Nueva), ma nei villaggi minori, nei campi, a ridosso dei ranch: là, insomma, dove c'è più lavoro. A nord si estendono invece vastissime e rigogliose praterie utilizzate come pascolo dai ranch del sud durante le stagioni calde. Il clima è temperato e gli inverni non sono troppo rigidi, pur presentando precipitazioni nevose più copiose sulle montagne.

L'ambiente di Sweet Waters (e di Shadetrack tutta) è tipicamente western. La tecnologia è estremamente arretrata e, anche nel campo dell'agricoltura, le innovazioni sono poche, i macchinari poco diffusi e appannaggio quasi esclusivo dei ranch più grandi. La borghesia possidente ha proprietà in campagna ma vive in città, e in linea generale i beni più preziosi sono il bestiame e la terra. La scolarizzazione è bassa, l'analfabetismo diffuso, la pena di morte per impiccagione applicata agli omicidi quanto ai ladri di cavalli (crimini pressoché equiparati) e le donne vengono viste come subordinate agli uomini che hanno vicino (padri, fratelli, mariti).  

La religione più praticata è il rigido cristianesimo battista, seguito da un diffusissimo cattolicesimo. Le due religioni si distribuiscono lungo linee culturali annacquate dalla commistione dell'etnia europea e quella ispanica: i battisti sono solitamente bianchi e parlano inglese, i cattolici sono latini e parlano lo spagnolo come prima lingua. Al livello fattuale, tuttavia, le due etnie si sono mischate attraverso varie generazioni, rendendo ben più sfocate e indefinibili le linee di demarcazione etnica. Ad oggi, la comunità di appartenenza viene determinata dalla religione professata piuttosto che dall'etnia. In caso di matrimoni misti, una legge stabilisce che il nucleo familiare debba assumere la religione del capofamiglia.




Las Cruces
mappa

Chiusa da un giro di ripide montagne, chiamate le "Anillo Mountains", Las Cruces è un ampio territorio verdeggiante che si sviluppa attorno all'enorme lago Salvaciòn, il più vasto bacino di acqua dolce di tutta Sweet Waters. Gli abitanti di Las Cruces, quasi totalmente di lingua spagnola, praticano un cattolicesimo arricchito da numerosissime credenze e superstizioni al limite del sincretismo. La stessa geografia della zona è intrecciata a numerose convinzioni scaramantiche: i 'cruceros' ritengono che le acque del lago Salvaciòn siano sante e benedette al punto di avere il potere mistico di garantire l'estrema fertilità dei terreni all'interno dell'Anello. Per lo stesso motivo, si vieta a chiunque non sia di fede cattolica il bagno nelle acque del lago (con diverse varianti: molti dicono, per esempio, che un battista che si facesse il bagno nel Salvaciòn, diventerebbe immediatamente cattolico). 
Le vie d'accesso a Las Cruces sono due soltanto: a sud est il "Paso Estrecho", percorso da un largo e profondo fiume navigabile, e a nord ovest il Paso de Las Cruces, dal terreno secco e pietroso e percorso ai lati da centinaia di tombe appartenenti ai numerosi "santi" della ragione, lì sepolti perché accompagnino il cammino di coloro che lascino i territori benedetti di Las Cruces avventurandosi nel vasto deserto che circonda l'Anello.

insenatura del Lago Salvaciòn

I territori di Las Cruces, per quanto non estremamente estesi, sono sufficientemente fertili da poter permettere la completa autosufficienza della regione, che ha quindi conservato una cultura piuttosto chiusa e ostile allo straniero e, più genericamente, al "diverso". Nonostante ciò i cruceros sono un popolo paradossalmente vivace, e ogni villaggio festeggia almeno trenta santi ogni anno. Il santo patrono dell'intero Anillo è il "Santo sin nombre" (Santo senza nome), detto anche la "Primera Cruz", la prima croce, a cui è attribuita la benedizione del lago Salvaciòn che rese, secondo le credenze, fertile e rigogliosa l'intera regione. Ancora oggi gli abitanti festeggiano ogni settembre la Primera Cruz con grandi manifestazioni religiose.

Sotto la stretta guida dell'Autoridad (una ristrettissima oligarchia di dieci uomini con potere religioso quanto politico, eletti per acclamazione ogni dieci anni), Las Cruces oppose una durissima resistenza alle invasioni alleate, aiutata dalla conformazione particolare della zona, in grado di offrire l'alta barricata naturale delle montagne. Las Cruces non venne mai veramente conquistata, ma la sua resistenza costò numerose vite e i bombardamenti distrussero molti dei campi. Nonostante ciò, la scelta di non seminare il diserbante riservato alle altre zone fertili, permette oggi a Las Cruces di essere una delle zone meno disastrate di Shadetrack, seppur attraversi comunque grandi difficoltà. Tutti i morti della resistenza sono stati eletti santi e sepolti lungo il Paso de Las Cruces, che conta oggi migliaia di croci. 


The Quay

The Quayside, più comunemente nota come the Quay, è un'ampia zona marittima tra le più tecnologicamente sviluppate dell'intero pianeta. Essa si sviluppa tra un profondo mare ricco di fauna acquatica a sud e le rocciose Kilmarock Mountains, a nord. Colerain Quay, che dà il nome all'intera regione, è il centro urbano più esteso e vivace di tutta Shadetrack: si sviluppa su una lingua di terra sporta sul mare e conta un totale di due milioni di abitanti - un record assoluto per l'intero pianeta. Nata come zona di pescatori e piccoli imprenditori, The Quay deve la sua fortuna alle montagne a settentrione, ricche di giacimenti di ferro e carbone che, sfruttati adeguatamente, hanno reso possibile lo sviluppo di un'industria vivace e altamente produttiva: i numerosi villaggi di minatori lungo la catena montuosa raccolgono carbone e ferro che viene spedito in città lungo le lunghe direttrici (le principali sono la Limerick Way e l'East Path). Una volta giunto a destinazione, il carbone alimenta le grandi fornaci in grado di alimentare i poco complessi ma funzionali meccanismi della fabbrica. Dai centri produttivi di Colerain escono grandi vascelli navali, rudimentali macchine agricole destinate ai più importanti ranch del pianeta, treni a vapore e, dal 2506, armi automatiche per l'esercito indipendentista. Si tratta di un centro produttivo arretrato e di importanza del tutto marginale rispetto agli altri grandi pianeti sviluppati del sistema, come Spartaca e Hera, tanto che inizialmente la zona viene ignorata dalle truppe alleate, per poi essere comunque inserita nella lista di obiettivi da bombardare prima della sconfitta definitiva.

La maggioranza della popolazione è di confessione protestante battista, seppur la religione abbia un ruolo marginale nelle vite degli abitanti. L'alfabetizzazione è appena più diffusa rispetto alla media del pianeta, ma l'educazione rimaneva, anche nei tempi di prosperità precedenti alla Guerra, appannaggio dei soli ceti possidenti. 

miniera di carbone, anno 2503


I Cajun di Shadetrack

Il pianeta è abitato, oltre alle due etnie già citate, da una minoranza etnica francofona la cui presenza viene fatta risalire incertamente alla prima colonizzazione o a migrazioni successive. Si tratta per lo più di individui dalla carnagione bianca e i colori chiari, con le dovute eccezioni determinate dal rimescolamento etnico, la cui presenza sul pianeta è ristretta quasi totalmente alle aree di Sweet Waters e The Quay.
I cajun di Shadetrack parlano tra loro un francese sporco che ha poco da spartire con quello della terra-che-fu, inquinato da commistioni frequenti con l'inglese tanto a livello lessicale (ad esempio "aye" per "oui") che grammaticale ("L'ami je sors avec" ricalcato sull'inglese "The friend I go out with", per "L'ami avec lequel je sors").

Dal punto di vista sociale, l'etnia francofona è fortemente spaccata in due macrogruppi che si differenziano sommariamente per cultura, abitudini e integrazione nel tessuto sociale del pianeta.

Locals: di fede anabattista, definiscono se stessi Fratelli in Cristo e costituiscono la gran parte dell'etnia cajun del pianeta. Stanziati fra la zona di The Quay, dove si dedicano alla pesca, e Sweet Waters, sono per lo più lavoratori stagionali che si spostano in gruppi più o meno nutriti fra un ranch e l'altro. Malgrado la tendenza a costituire comunità chiuse di stampo religioso, la fama di buoni e onesti lavoratori li rende largamente accettati tra i battisti, meno fra i cattolici: episodi di razzismo più o meno esplicito non sono infrequenti, soprattutto da parte di quest'ultimi, a causa delle 'anomalie' della professione anabattista e della tendenza a fare di tutta l'erba un fascio quando si tratta di rivalersi dei furti o di altri crimini perpetrati dai lacklands.

Lacklands: anabattisti o atei, nelle frange più estreme, si tratta a tutti gli effetti di una minoranza nella minoranza. Benvoluti o trattati con diffidenza, a seconda, dalle altre comunità cajun, sono malvisti tanto dai battisti quanto dai cattolici a causa dello stile di vita cui aderiscono. I lacklands (senza terra) sono famiglie nomadi che abitano carovane di dimensione variabile, in continuo spostamento fra The Quay e Sweet Waters, e praticano lavoretti occasionali che non di rado sfociano in attività illecite, dal furto alla prostituzione. Definiscono se stessi 'les gens' (la gente) e si distinguono dai 'brutes' esterni alla comunità attraverso una fitta serie di regole e usanze che possono variare tra una carovana e l'altra.


Storia recente

Seppur i venticinque anni compresi tra il 2480 e il 2505 siano stati dominati da un periodo di relativa pace, Shadetrack ha avuto una storia perennemente costellata di conflitti di piccola e media entità, chiamati impropriamente "guerre" e quasi tutti causati da contese territoriali tra proprietari terrieri confinanti. Più vasti erano le proprietà coinvolte, più grande e sanguinoso era il conflitto risultante. Tali conflitti (di cui si ricorda soprattutto la guerra per las Verdes Hills, a sud di Sweet Waters) non avevano tuttavia durate superiori a pochi mesi e non facevano più di un paio di centinaia di vittime.

Shadetrack aderì quasi immediatamente alla Grande Guerra, schierandosi col fronte indipendentista. Oltre a fornire un discreto numero di uomini all'Esercito, il pianeta divenne il più importante granaio del sistema Columba, in grado di produrre ingenti quantità di derrate alimentari per l'esercito e per i fronti più combattivi del Sistema, schierati a Spartaca e a Hera. L'esercito alleato sbarcò sul pianeta nel 2508 e per diversi anni tentò di impadronirsene con le truppe di terra, senza danneggiarne il terreno, pensando di poterlo facilmente conquistare e sfruttarne le risorse per il proprio fronte. Incontrò, tuttavia, la strenua opposizione degli abitanti, che si organizzarono spontaneamente in milizie di resistenza largamente appoggiate dalla popolazione, in grado di portare attacchi rapidi e terribili ai gruppi alleati sfruttando la conoscenza del terreno.

E' a quel punto che l'Alleanza, rendendosi conto di aver investito troppo tempo e risorse nella conquista del pianeta, decise di desistere: una volta rassegnata a non poter sfruttare il pianeta né a occuparlo (le azioni civili e diplomatiche furono vane quanto quelle militari), ma allo stesso tempo non potendo permettere ulteriori risorse arrivassero al fronte nemico, tra il gennaio e il marzo del 2511 l'esercito unionista mise in atto un massiccio bombardamento per fiaccare la popolazione, e avvelenò i campi di diserbante chimico che ne annullò la produttività e contaminò le acque. Attualmente, Shadetrack è una distesa brulla: i superstiti si sono accalcati nelle poche zone ancora vivibili e soffrono la fame e gli stenti. Le condizioni igieniche sono precarie e le malattie epidemiche frequenti: la più aggressiva è sicuramente il Tifo 2, comparso durante i primi bombardamenti e tutt'oggi causa di numerose morti. 

Il porto di Colerain Quay dopo i bombardamenti del 2511


Dopo la guerra

Di Shadetrack non rimane molto. Sweet Waters, dopo una lunga e tragica resistenza, è probabilmente tra le zone più tragicamente devastate: i 'trackers dicono che ad est della Trinidad non poggia lo sguardo neanche più Dio in persona, mentre la zona ad ovest è contesa tra i pochi superstiti e branchi di lupi e sciacalli sempre più numerosi, che invece di cacciare si infilano nelle grandi fosse comuni dove vengono buttati i morti di tifo 2. Gli sfollati si sono raccolti attorno a Mexican e Ciudad Nueva e stanno provando a ricostruire con i ben pochi mezzi a loro disposizione.
The Quay, pesantemente bombardata, è stata ed è tutt'oggi devastata da epidemie di colera e tifo 2 che, a causa dell'alta densità della popolazione, si sono diffuse con grande rapidità ed estrema aggressività. Le fornaci che un tempo alimentavano le fabbriche sono oggi utilizzate per bruciare i cadaveri, e le due città principali (Colerain Quay e Tallaght) sono andate gradualmente svuotandosi in favore di una serie di piccoli insediamenti sulle montagne. 
A Las Cruces, infine, i cruceros sono riusciti a riportare alla produttività alcuni appezzamenti di terreno. Nonostante le grandissime difficoltà, Las Cruces è oggi la zona più vivibile di tutta Shadetrack, e per questo molto ambita: molti sono i profughi che provano ad entrare nell'Anillo e che vengono spesso respinti, talvolta trucidati dagli scoscesi pendii del Paso de las Cruces, costantemente sorvolato dagli avvoltoi.


giovedì 28 marzo 2013

Meili


Labour Town, incrocio stradale

Storia

La situazione di Meili è sicuramente singolare. 
Pur appartenendo alla realtà del Border, per posizione e geografia spaziale, il pianeta è sempre stato legato storicamente al Core. Colonizzato nella prima ondata migrante, fu inizialmente adibito unicamente a sede industriale, subendo un processo di terraforming solo parziale. 
Gli abitanti erano i lavoratori degli impianti di fabbrica, delle raffinerie, dei complessi siderurgici, i meccanici addetti ai macchinari, gli ingegneri, i dirigenti. Le persone vivevano in ambienti totalmente isolati, impermeabili, al chiuso, in gigantesche strutture attrezzate attigue ai luoghi di impiego; la loro giornata trascorreva tra un corridoio e l'altro, sempre fra pareti di lamiera, essendo l'aria di Meili sostanzialmente irrespirabile a causa delle elevatissime emissioni gassose dal sottosuolo e della rarefazione atmosferica. 
La superficie di Meili venne riempita fittamente di tali stabilimenti autosufficienti mano a mano che il 'Verse antropizzato si espandeva, la popolazione cresceva e con essa crescevano i consumi, i bisogni e la produzione industriale; l'afflusso di forza lavoro aumentò. Assieme agli operai si trasferirono le loro famiglie, o nacquero famiglie in loco. L'incremento demografico, le limitazioni di un modello di sviluppo basato esclusivamente sulla costruzione di enormi industrie/dormitorio autonome, spinsero il governo federale a riconsiderare il futuro del pianeta: in concomitanza con i primi arrivi nel border esterno e nel Rim, Meili vide finalmente il completamento del suo processo di terraformazione, e divenne interamente vivibile.

Geografia e meteorologia

Dopo il terraforming, il clima divenne quello attuale: una sorta di 'autunno stabile', un autunno perenne, con scarsissima escursione termica stagionale e giornaliera. Le temperature si mantengono costanti attorno tra i quattordici/sedici gradi, tutto l'anno. Meili è molto piovoso, povero in rilievi (non vi sono montagne che esuberano i mille metri) e vegetazione. Le terre emerse sono il doppio degli oceani, di per sé piuttosto inquinati. Il pianeta è sempre stato carente in flora e fauna, non possiede alcuna autonomia alimentare e vive di importazioni per quanto riguarda l'intero comparto dei beni di prima necessità. Si stima che le porzioni boschive siano inferiori al 10% del suolo, cosa che rende necessario un continuo riciclo artificiale dell'aria. Tra gli scarichi invasivi delle fabbriche e le nubi meteorologiche, raramente si gode della luce del sole o della visione del firmamento. Gli abitanti di Meili sono soliti affermare, in modo ironico, che per quanto li riguarda il cielo potrebbe essere a scacchi, non avendolo visto quasi mai. Locuzioni tipo 'impossibile come il cielo' (spesso riferito alle donne), 'è uno che sa il colore del cielo' (in chiave ironica, o seria, per descrivere persone sapienti o presunte tali), 'pretendere il colore del cielo' (esternare richieste assurde/eccessive) sono piuttosto comuni fra la gente del posto. 

Le terre emerse sono occupate intensivamente da insediamenti e complessi lavorativi. Non essendovi fiumi di sufficienze capacità, le città-fabbrica crescono laddove è possibile istallare pozzi meccanici e trivelle in grado di inoltrarsi oltre la spessa crosta di materiali metallici. Tra un centro urbano e l'altro, accanto alle strade e alle ferrovie, si dispiegano spesso imponenti viadotti/tubature dal diametro di decine di metri, lunghi centinaia di chilometri; le massicce condutture corrono in linea retta tra un agglomerato e l'altro, spostando acqua con complessi sistemi a retropompaggio, energia elettrica, combustibili e qualsiasi altra risorsa simile. Il paesaggio uniforme, monocromo, è tagliato regolarmente da tali strisce di colore vistoso, apprezzabili persino a volo d'atmosfera come una sorta di ragnatela scintillante a tinte forti, i cui nodi sono gli agglomerati civici.

Viadotti in ingresso alla zona industriale di Olympia

Società

 Meili è un pianeta operaio. La quasi totalità dei cittadini è assorbita direttamente dal settore secondario o da ambiti ad esso connessi. Schieratosi con l'Alleanza ai tempi della guerra, ha comunque in seno alla propria società aspre divisioni a livello di classi. La disparità tra ricchi e poveri, la linea di demarcazione tra la grande borghesia e gli strati subalterni è violenta, vistosa ed ha sempre animato, più che su qualsiasi altro mondo del 'Verse, una vivissima attività sindacale, sfociata non di rado in scontri armati di notevole entità. Occidentali ed orientali sono presenti in egual misura. La lingua comune è un inglese imbastardito da un mandarino 'basso': una erre poco pronunciata, spesso arrotondata in elle, la tendenza a terminare le parole con sillabe forti, scandite. Alcuni esempi lessicali: 'tomato' = 'tomah', 'Labour town' = 'Labù tòn', 'good bye' = 'gooda bai'. La religione è anch'essa caratterizzata da un certo grado di sincretismo: la maggioranza della popolazione pratica un buddismo fortemente cultizzato e organizzato in chiese. Le dottrine della vacuità tipiche del buddismo sono spesso e volentieri lette in chiave cristologica, o i vangeli letti in chiave zen: quindi, nonostante l'influenza del core abbia 'imposto' in modo morbido il buddismo come credo diffuso e maggioritario, le istanze cristiane di umiltà povertà, redenzione dei deboli, non potevano restare senza seguito in un mondo socialmente stratificato come quello in questione. Sono state quindi assimilate in un'interessante e singolare esperienza spirituale.


Labour Town

Labour Town

 La capitale, Labour Town, ha le dimensioni delle più grandi megalopoli del Core. Nel centro si trovano la sede governativa e le abitazioni delle personalità di rilievo; oltre al cuore si estende un immenso anello periferico urbano e suburbano, i cui complessi abitativi sono organizzati attorno alle innumerevoli industrie. Pensata a tavolino, Labour Town ha una planimetria disegnata lungo due enormi arterie principali di scorrimento, la Meridiana, da sud a nord, e la Parallela, da est a ovest. Le quattro aree delimitate dalla Parallela e dalla Meridiana sono a loro volta attraversate ciascuna da una coppia di vie 'portanti'. Ad esempio, la coppia Providence Avenue e Victoria Avenue. Il traffico, a differenza delle città del Core (molto più trafficate a livello aereo) è sviluppato principalmente a livello terrestre; è nata dunque la necessità di una pianificazione stradale che prevedesse larghissime aree percorribili sia esterne che sotterranee. 
Altra caratteristica peculiare sono i ponteggi, i camminamenti sopraelevati da un palazzo all'altro. Certe strutture risultano essenziali in un posto dall'intensa circolazione su gomma. Questi ponteggi, questi cavalcavia costellano traversano lo spazio tra gli edifici e possono arrivare a misurare svariate centinaia di metri in lunghezza. 
Il centro, fitto di grattacieli, ricorda una versione appena più grigia di quello di New London o Capital City. Negozi di lusso, bei ristoranti, passeggiate piuttosto gradevoli. Le periferie, al contrario, non mancano di comunicare un'impressione abbastanza grigia, tetra, spartana. 

martedì 11 settembre 2012

Si dice della serenità





 " La serenità dura quanto basta a maledire chi poi te la porta via. "


Detto della zona di Buffalo County, Greenfield

lunedì 30 luglio 2012

Richleaf - Maracay



RICHLEAF

Richleaf, outer-rim planet del sistema Polaris, è famoso per un avanzamento tecnologico discreto e strutture mediche senza pari in tutto l'outer-rim. Piuttosto povero di risorse naturali, presenta un clima variabile, con temperature che non scendono sotto i sei gradi nei mesi invernali e che salgono fino a picchi frequenti di 45 gradi nei mesi estivi. Le precipitazioni, assai frequenti e decisamente abbondanti, si concentrano tra novembre e marzo.

Richleaf si è schierato, all'inizio della guerra, con il Fronte Indipendentista. E' stato mediamente bombardato subendo, durante la ricostruzione delle strutture mediche e dei laboratori, una carestia e un'epidemia di tifo due che, congiunte, hanno spazzato via centinaia di migliaia di vite. 


MARACAY

La capitale di Richleaf è il vastissimo conglomerato urbano di Maracay, una città estesa quanto le più grandi megalopoli del Core.

Maracay ha un centro cittadino ristretto, pieno di grattacieli talmente vicini tra di loro che, si dice - esagerando - che un abitante del centro può passare una ciotola di riso al suo dirimpettaio semplicemente allungando la mano fuori dalla finestra.

Mentre il centro è popolato da una classe di imprenditori mediamente benestanti, il vero cuore di Maracay si trova, paradossalmente, nelle sue vastissime periferie: sei strade principali che danno il nome ai "quartieri" sviluppatisi loro intorno: Saavedra, Dominicana, Las Rosas, Fidelidad, Tartagal e San Cristobal. 



Tali periferie hanno tutte conformazioni simili, sviluppandosi sul modello della baraccata: centinaia di baracche costruite di alluminio e materiali di scarto, facilmente infiammabili e spesso prive dei servizi essenziali, si accatastano l'una sull'altra, in alcuni casi in zone paludose percorse da canali di acqua piovana (come, ad esempio, a Las Rosas e Fidelidad). Il livello tecnologico, sviluppato nel centro - che ospita ospedali e laboratori di sintetizzazione - viene meno nelle zone delle baraccate, dove è tuttavia possibile trovare cliniche attrezzate ed economiche nonché laboratori di fortuna: Richleaf, infatti, è celebre in tutto il sistema per le esportazioni di droghe e prodotti sintetici illegali.



CULTURA

La lingua più parlata è l'inglese, ma esistono numerosissime comunità di lingua spagnola (considerata, comunque, alla stregua di un qualsiasi dialetto). La sensazione che si ha nel percorrere le rumorose strade della città - pieni di saltimbanchi, musicanti, ballerini - è quella di un vivacissimo crogiolo di culture che si fondono in sincretismi a volte paradossali.

La religione più praticata è il cattolicesimo, seppure la sua fusione con miti e credenze locali porti alla creazione di un nuovo culto cui si fa riferimento solitamente col nome di la Mezcla. Questa specie di religione comprende, accanto alla visione del Dio cristiano più tradizionale, un vasto pantheon di santi ognuno con la propria area d'influenza: i santi più importanti sono Saint Miguel, protettore dei collezionisti * e Saint Adele, protettrice dei musicanti. Ai santi si affianca una vasta schiera di demoni, raffigurati nelle maniere più eccentriche, che la tradizione vuole in lotta perenne per aggiudicarsi le anime degli uomini: la possessione demoniaca è considerata reale, gli esorcismi praticati ogni anno sono numerosi e brutali. Altre pratiche considerate reali sono il voodoo e la magia nera, e ugualmente esistenti sono ritenuti una serie di animali fantastici (tra cui il corvo con tre occhi, considerato segno di sventura imminente). 


* Una delle figure "professionali" più presenti nelle zone delle baracche è quella del "collezionista": vengono così chiamati tutti coloro che si avventurano nelle discariche della città alla ricerca di materiale di scarto utile a riparazioni e costruzioni meccaniche ed edilizie, che rivendono poi nei vastissimi mercati di Maracay. Un adagio molto noto dice che: "a Maracay, ogni cosa ha sette vite", alludendo appunto al riciclo che si fa di ogni materiale.

mercoledì 6 giugno 2012

the face of the father


I do not aim with my hand;
Io non miro con la mia mano;
he who aims with his hand has forgotten the face of his father.
colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
I aim with my eye.
Io miro con gli occhi.
I do not shoot with my hand;
Io non sparo con la mia mano.
he who shoots with his hand has forgotten the face of his father.
Colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
I shoot with my mind.
Io sparo con la mente.
I do not kill with my gun;
Io non uccido con la mia pistola.
he who kills with his gun has forgotten the face of his father.
Colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre.
I kill with my heart.
Io uccido col cuore.
 
[ Si dice che la poesia, composta da un Re di cui si è perduta la memoria, sia sopravvissuta dai tempi della Terra-che-fu. Diffusa in tutto il 'Verse, dai Core Worlds all'Outer-Rim, è ben nota specialmente negli ambienti militari; dimenticare il volto del padre è, per altro, diventato un modo di dire piuttosto in voga per indicare in maniera spregiativa comportamenti non tradizionali o scorretti.  ]

mercoledì 16 maggio 2012

L'accompagnatore



La Shouye è una prestigiosa organizzazione che educa e gestisce giovani accompagnatrici e accompagnatori, istruiti alle arti dell'intrattenimento, della danza, della musica e del canto, della cultura, della politica e della diplomazia.
Tale è il loro prestigio e la loro posizione sociale, che la loro figura, ammantata di fascino e potere, ha ispirato molta della letteratura Core degli ultimi secoli. Questo un frammento di un autore sconosciuto, entrato ormai nella tradizione.


L'accompagnatore è una pura sorgente cui pochi possono abbeverarsi. Se sei tra quei pochi sii grato del dono ricevuto e non sporcarla con pensieri indegni.

L'accompagnatore è Grazia, Arte, Bellezza infinite, non pensarti degno di possederle, ma solo fortunato, se mai verrai ammesso a goderne.

L'accompagnatore è il Giardino del Budda. Le sue porte saranno aperte solo per coloro che lo meriteranno. Se si chiuderanno per te, non si riapriranno mai più.

L'accompagnatore è l'usignuolo del bosco, libero di cantare per chi vuole. Non desiderare di rinchiuderlo in una gabbia.

L'accompagnatore è un dono prezioso, se vorresti tenerlo per te solo e negarlo agli altri, non ne sarai mai degno.

 L'accompagnatore è il migliore gioiello sulla mano del meritevole.

venerdì 27 aprile 2012

Scacchi a Settima



Gli "Scacchi a Settima" è una variante degli scacchi tradizionali giocata perlopiù sui pianeti del Core. L'origine del gioco è ignota, ma la sua diffusione su larga scala è avvenuta attorno al 2420, partendo da Xinhion e allargandosi poi a tutto il Core. 

Ad oggi, gli "Scacchi a Settima" sono un gioco ancora decisamente popolare, particolarmente amato negli ambienti più ricchi e di maggiore cultura. I giocatori tipici possono essere manager di Corporations, membri dell'Intelligence Alleata, alti dirigenti e politici di professione. 

Un aneddoto diffuso nel Core racconta come il presidente dell'Alleanza Sarah Shepard e il Primo Comandante Aaron Lee fossero soliti intrattenersi con questo gioco mentre discutevano le principali decisioni da prendere riguardanti l'ultimo grande conflitto universale.




La piattaforma per gli scacchi a settima consiste in sette diversi livelli. Tre di questi hanno una dimensione quattro per quattro e una posizione fissa; i restanti quattro hanno una dimensione di due per due e possono essere mossi dai giocatori. La posizione dei livelli fissi somiglia ad una scala: ogni livello successivo inizia sopra la terza fila del livello precedente, mentre gli altri lati di tutti i livelli fissi sono paralleli. I livelli mobili si trovano inizialmente sopra the gli angoli più lontani del livello superiore e di quello inferiore.



Il movimento dei pezzi è uguale a quello degli scacchi tradizionali, con due regole aggiuntive:

1. Quando guardiamo alla piattaforma dall'alto, il pezzo dovrebbe essere in grado di fare una normale mossa fino al quadrato che vuole raggiungere.

2. Ad ogni passo fatto, il pezzo può andare su o giù di uno o più livelli; andare su o giù di un livello vuole sempre dire andare da un livello mobile a un livello fisso o viceversa. E' quindi possibile che un pezzo si muova sopra un altro pezzo.



lunedì 12 marzo 2012

La storia dei Lucky Nessie


Da leggenda a meta di viaggiatori interplanetari

A confine tra leggenda e realtà la storia di Lucky Nessie (conosciuta ai più come "dei Lucky Nessie" viste le apparizioni di più creature negli ultimi secoli) ha origini molto antiche risalenti alla Terra-che-fu.
Pare infatti che originariamente nel lago di una località della quale si é persa memoria, sia stato avvistato un mostro dal lungo e sottile collo, una sorta di plesiosauro.
Si teorizzava che questi potesse entrare e uscire dal lago attraverso un canale segreto di collegamento con il mare.
Fatto sta che dal periodo della Terraformazione diverse persone di varia provenienza hanno cominciato a segnalare avvistamenti di creature simili in diversi laghi, principalmente nel Border.
Ancora maggiori coloro che, pur non avendolo visto direttamente, nei pressi dei grandi laghi affermano di aver udito strani versi tipici, molto simili a quelli di una cornamusa sfiatata e attributi ai Lucky Nessie.
Esistono però pochi scatti fotografici sugli avvistamenti che risultino attendibili.
Grande scalpore e critiche dal mondo scientifico ha inoltre suscitato la tesi del noto biologo Brian G. Grant di Horyzon, secondo cui qualche ignoto laboratorio abbia replicato e magari alterato geneticamente il DNA del mostro della Terra-che-fu, per immetterlo in natura.
La situazione sarebbe poi sfuggita di mano con conseguente proliferazione delle creature.
Grant sostiene inoltre che tali mostri, nelle profondità lacustri, sappiano addirittura sfruttare in maniera misteriosa canali spazio-temporali per coprire le distanze interplanetarie, sbucando in altri laghi o mari del Verse, di fatto dando nuovo lustro all'antica leggenda.

Gli osteggiatori considerano la storia dei Lucky Nessie nulla più che una trovata per attirare turisti in dati luoghi del Verse; che il suono udito da molti sia quello di umanissimi abitanti del luogo intenzionati ad incrementare l'economia locale soffiando malamente dentro vecchie cornamuse.
Esistono oramai viaggi organizzati da agenzie turistiche interstellari che trasportano ogni anno centinaia di turisti nei pianeti dove si ritiene siano stati avvistati e/o uditi i Lucky Nessie, di fatto creando un business in crescita.

E' inoltre entrato nel linguaggio comune attribuire a chi suona malamente l'appellativo di Lucky Nessie.

Esempio : "cambia musica, é tutto il pomeriggio che mi frantumi i timpani con quei Lucky Nessie!"

martedì 14 febbraio 2012

Kellning

Il verbo "kellnare" è uno slang tipico del Core, molto diffuso in ambito corporativo od universitario.

Viene usato per indicare l'attività di uno studento od un ricercatore che, in segretezza, documenta tutti i lati negativi o errati degli studi o degli esperimenti del suo superiore o professore, al fine di poter successivamente dimostrare di essere sempre stato in contrasto.

Viene considerata universalmente una pratica legale, leale e lungimirante di conservarsi un posto di lavoro quando si è in attrito con il capo: non lo si contraddice in pubblico, ma si documenta il nostro dissenso per poterlo dimostrare qualora il capo cadesse in disgrazia.

Pare che il termine derivi dal cognome "Kellner", ma non è rimasta traccia di chi fosse questa persona e cosa documentò in origine.

Esempi

"Ho salvato il posto perché kellnavo il boss da anni"

"Il professore sostiene le sue teorie, ma lo sto kellnando perché non sono assolutamente convinto"

lunedì 16 gennaio 2012

Tornare ai topi bianchi



"Tornare ai topi bianchi" è un'espressione diffusa nel Core che vuol dire: "ricominiciare tutto daccapo", "cancellare tutto il lavoro che è stato già fatto e riniziarlo dalle basi". In un mondo dominato dalla scienza, questa espressione tipica si riferisce al primo stadio della sperimentazione: la sperimentazione sulle cavie.

  • Esempi:

"Ho lavorato a quel progetto per mesi, e l'altro giorno il mio capo mi ha detto che le premesse sono scorrette e che devo tornare ai topi bianchi"

"Ogni volta che la nostra relazione sta per fare un passo avanti, lui rinizia a fare tutte le cose che sa che io detesto. Penso che lo lascerò, con lui ogni volta mi sembra di tornare ai topi bianchi"

  • Variazione:

"Non finirò mai questo saggio per domani mattina, sto ancora ai topi bianchi" ("sono ancora all'inizio")

domenica 8 gennaio 2012

Andare con le cortigiane...



"Andare con le cortigiane vale più di ipocrite elemosine"


Secondo i ritrovamenti e le tradizioni orali della Terra Che Fu, questo detto è la dimostrazione che il mestiere delle Accompagnatrici era già diffuso e considerato elitario e prestigioso anche nella Terra
antica. L'interpretazione è appunto che il segno di ricchezza non è la carità o l'elemosima, ma accompagnarsi a cortigiane.
Oggi viene utilizzato nel Core per deridere chi non può permettersi i servigi dei professionisti della Shouye, ma tenta di ostentare ricchezza in altri modi.


lunedì 12 dicembre 2011

Billie Jean

"Billie Jean" è un termine - usato perlopiù nel border - con il quale ci si riferisce a tutte le giovani madri non sposate, che crescono da sole i figli non riconosciuti dal padre. Quando si dice che "quella ragazza è proprio una Billie Jean" si allude al fatto che è una persona estremamente naive, tanto da potersi infilare in situazioni sconvenienti (soprattutto sentimentalmente) solo per la sua troppa ingenuità. Una "Billie Jean" può essere anche una ragazza che tende sempre a scegliere gli uomini sbagliati.

"Quel bastardo l'ha messa incinta e poi l'ha mollata col fagotto a fare la Billie Jean"

"July? Una così brava ragazza, ma troppo buona, crede a qualsiasi cosa le dicano gli uomini... è proprio una Billie Jean"

"Di tutti gli uomini che ha avuto, uno è finito in galera, uno si è fatto sparare e l'ultimo l'ha lasciata all'altare per una più giovane... c'è poco da fare, ha il destino di Billie Jean"

sabato 10 dicembre 2011

Is There Life on Mars?

C’è vita su Marte?” è una locuzione divenuta parte dello slang del Rim: viene usata per domandare a qualcuno notizie rispetto all’abitabilità di un pianeta, luna o nave spaziale.

Es. “Ufficiale ai sensori, scansioni quel relitto. C’è vita su Marte?

Le origini della locuzione sono perse nella storia dell’inizio della colonizzazione del Sistema Multisolare: cosa intendesse originariamente la domanda è oggi oggetto di dotte discussioni. L’unico dato acclarato è che Marte fosse un pianeta prossimo alla Terra da cui i nostri progenitori dovettero fuggire.

[Contributo di Jacob]

mercoledì 7 dicembre 2011

when you can't run


When you can't run, you crawl, and when you can't crawl, you find someone to carry you.

Quando non puoi correre, strisci. E quando non puoi strisciare, trovi qualcuno che ti porti.


[Detto dalle origini ignote,
diffusosi durante la guerra sia tra gli Indipendentisti che tra gli Alleati]