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domenica 25 agosto 2013

Shadetrack


"Non puoi tornare a casa perché non è più dov'era una volta"
Detto diffusosi a Shadetrack dalla fine della Guerra.


Generale

Shadetrack era, prima della guerra, un pianeta fertile e ricco di risorse naturali, popolato perlopiù di piccoli borghi rurali indipendenti, ranch e fattorie di medie e grandi dimensioni. Schieratosi con gli Indipendentisti, è stato duramente bombardato dall'Alleanza durante la guerra, tanto che si dice che ora non ne sia rimasto altro che cenere e qualche minuscola oasi sovrasfruttata dai pochi superstiti. Quando era ancora fertile, divideva il suo territorio tra vaste zone desertiche, perlopiù transito di gruppi nomadi e viaggiatori, ed enormi praterie e campi coltivabili. Le tre regioni maggiormente popolate (ma chiaramente non le uniche) erano Sweet Waters (simile nella conformazione, nella cultura e nelle attività svolte dai suoi abitanti a decine di zone sparse per l'intero pianeta), Las Cruces e l'area marittima nota come The Quay.



Sweet Waters 
mappa

Prima della guerra, Sweet Waters (chiamata dai suoi abitanti anche "la regione dei fiumi") è sicuramente la più fertile tra le numerose regioni del pianeta. I centri urbani sono raccolti perlopiù nella zona a sud, spaccata in due dalla catena montuosa della Trinidad, affiancati da una serie di ranch più o meno piccoli, a conduzione familiare o amministrati da decine di persone e in grado di dar lavoro a centinaia di uomini e donne. I più grandi ranch si trovano a est delle montagne, mentre a ovest si sviluppano i centri urbani più popolati: Mexican e Ciudad Nueva. La maggior parte della popolazione, tuttavia, non vive nelle grandi città (che non contano comunque un alto numero di abitanti: 70.000 per Mexican, 120.000 per Ciudad Nueva), ma nei villaggi minori, nei campi, a ridosso dei ranch: là, insomma, dove c'è più lavoro. A nord si estendono invece vastissime e rigogliose praterie utilizzate come pascolo dai ranch del sud durante le stagioni calde. Il clima è temperato e gli inverni non sono troppo rigidi, pur presentando precipitazioni nevose più copiose sulle montagne.

L'ambiente di Sweet Waters (e di Shadetrack tutta) è tipicamente western. La tecnologia è estremamente arretrata e, anche nel campo dell'agricoltura, le innovazioni sono poche, i macchinari poco diffusi e appannaggio quasi esclusivo dei ranch più grandi. La borghesia possidente ha proprietà in campagna ma vive in città, e in linea generale i beni più preziosi sono il bestiame e la terra. La scolarizzazione è bassa, l'analfabetismo diffuso, la pena di morte per impiccagione applicata agli omicidi quanto ai ladri di cavalli (crimini pressoché equiparati) e le donne vengono viste come subordinate agli uomini che hanno vicino (padri, fratelli, mariti).  

La religione più praticata è il rigido cristianesimo battista, seguito da un diffusissimo cattolicesimo. Le due religioni si distribuiscono lungo linee culturali annacquate dalla commistione dell'etnia europea e quella ispanica: i battisti sono solitamente bianchi e parlano inglese, i cattolici sono latini e parlano lo spagnolo come prima lingua. Al livello fattuale, tuttavia, le due etnie si sono mischate attraverso varie generazioni, rendendo ben più sfocate e indefinibili le linee di demarcazione etnica. Ad oggi, la comunità di appartenenza viene determinata dalla religione professata piuttosto che dall'etnia. In caso di matrimoni misti, una legge stabilisce che il nucleo familiare debba assumere la religione del capofamiglia.




Las Cruces
mappa

Chiusa da un giro di ripide montagne, chiamate le "Anillo Mountains", Las Cruces è un ampio territorio verdeggiante che si sviluppa attorno all'enorme lago Salvaciòn, il più vasto bacino di acqua dolce di tutta Sweet Waters. Gli abitanti di Las Cruces, quasi totalmente di lingua spagnola, praticano un cattolicesimo arricchito da numerosissime credenze e superstizioni al limite del sincretismo. La stessa geografia della zona è intrecciata a numerose convinzioni scaramantiche: i 'cruceros' ritengono che le acque del lago Salvaciòn siano sante e benedette al punto di avere il potere mistico di garantire l'estrema fertilità dei terreni all'interno dell'Anello. Per lo stesso motivo, si vieta a chiunque non sia di fede cattolica il bagno nelle acque del lago (con diverse varianti: molti dicono, per esempio, che un battista che si facesse il bagno nel Salvaciòn, diventerebbe immediatamente cattolico). 
Le vie d'accesso a Las Cruces sono due soltanto: a sud est il "Paso Estrecho", percorso da un largo e profondo fiume navigabile, e a nord ovest il Paso de Las Cruces, dal terreno secco e pietroso e percorso ai lati da centinaia di tombe appartenenti ai numerosi "santi" della ragione, lì sepolti perché accompagnino il cammino di coloro che lascino i territori benedetti di Las Cruces avventurandosi nel vasto deserto che circonda l'Anello.

insenatura del Lago Salvaciòn

I territori di Las Cruces, per quanto non estremamente estesi, sono sufficientemente fertili da poter permettere la completa autosufficienza della regione, che ha quindi conservato una cultura piuttosto chiusa e ostile allo straniero e, più genericamente, al "diverso". Nonostante ciò i cruceros sono un popolo paradossalmente vivace, e ogni villaggio festeggia almeno trenta santi ogni anno. Il santo patrono dell'intero Anillo è il "Santo sin nombre" (Santo senza nome), detto anche la "Primera Cruz", la prima croce, a cui è attribuita la benedizione del lago Salvaciòn che rese, secondo le credenze, fertile e rigogliosa l'intera regione. Ancora oggi gli abitanti festeggiano ogni settembre la Primera Cruz con grandi manifestazioni religiose.

Sotto la stretta guida dell'Autoridad (una ristrettissima oligarchia di dieci uomini con potere religioso quanto politico, eletti per acclamazione ogni dieci anni), Las Cruces oppose una durissima resistenza alle invasioni alleate, aiutata dalla conformazione particolare della zona, in grado di offrire l'alta barricata naturale delle montagne. Las Cruces non venne mai veramente conquistata, ma la sua resistenza costò numerose vite e i bombardamenti distrussero molti dei campi. Nonostante ciò, la scelta di non seminare il diserbante riservato alle altre zone fertili, permette oggi a Las Cruces di essere una delle zone meno disastrate di Shadetrack, seppur attraversi comunque grandi difficoltà. Tutti i morti della resistenza sono stati eletti santi e sepolti lungo il Paso de Las Cruces, che conta oggi migliaia di croci. 


The Quay

The Quayside, più comunemente nota come the Quay, è un'ampia zona marittima tra le più tecnologicamente sviluppate dell'intero pianeta. Essa si sviluppa tra un profondo mare ricco di fauna acquatica a sud e le rocciose Kilmarock Mountains, a nord. Colerain Quay, che dà il nome all'intera regione, è il centro urbano più esteso e vivace di tutta Shadetrack: si sviluppa su una lingua di terra sporta sul mare e conta un totale di due milioni di abitanti - un record assoluto per l'intero pianeta. Nata come zona di pescatori e piccoli imprenditori, The Quay deve la sua fortuna alle montagne a settentrione, ricche di giacimenti di ferro e carbone che, sfruttati adeguatamente, hanno reso possibile lo sviluppo di un'industria vivace e altamente produttiva: i numerosi villaggi di minatori lungo la catena montuosa raccolgono carbone e ferro che viene spedito in città lungo le lunghe direttrici (le principali sono la Limerick Way e l'East Path). Una volta giunto a destinazione, il carbone alimenta le grandi fornaci in grado di alimentare i poco complessi ma funzionali meccanismi della fabbrica. Dai centri produttivi di Colerain escono grandi vascelli navali, rudimentali macchine agricole destinate ai più importanti ranch del pianeta, treni a vapore e, dal 2506, armi automatiche per l'esercito indipendentista. Si tratta di un centro produttivo arretrato e di importanza del tutto marginale rispetto agli altri grandi pianeti sviluppati del sistema, come Spartaca e Hera, tanto che inizialmente la zona viene ignorata dalle truppe alleate, per poi essere comunque inserita nella lista di obiettivi da bombardare prima della sconfitta definitiva.

La maggioranza della popolazione è di confessione protestante battista, seppur la religione abbia un ruolo marginale nelle vite degli abitanti. L'alfabetizzazione è appena più diffusa rispetto alla media del pianeta, ma l'educazione rimaneva, anche nei tempi di prosperità precedenti alla Guerra, appannaggio dei soli ceti possidenti. 

miniera di carbone, anno 2503


I Cajun di Shadetrack

Il pianeta è abitato, oltre alle due etnie già citate, da una minoranza etnica francofona la cui presenza viene fatta risalire incertamente alla prima colonizzazione o a migrazioni successive. Si tratta per lo più di individui dalla carnagione bianca e i colori chiari, con le dovute eccezioni determinate dal rimescolamento etnico, la cui presenza sul pianeta è ristretta quasi totalmente alle aree di Sweet Waters e The Quay.
I cajun di Shadetrack parlano tra loro un francese sporco che ha poco da spartire con quello della terra-che-fu, inquinato da commistioni frequenti con l'inglese tanto a livello lessicale (ad esempio "aye" per "oui") che grammaticale ("L'ami je sors avec" ricalcato sull'inglese "The friend I go out with", per "L'ami avec lequel je sors").

Dal punto di vista sociale, l'etnia francofona è fortemente spaccata in due macrogruppi che si differenziano sommariamente per cultura, abitudini e integrazione nel tessuto sociale del pianeta.

Locals: di fede anabattista, definiscono se stessi Fratelli in Cristo e costituiscono la gran parte dell'etnia cajun del pianeta. Stanziati fra la zona di The Quay, dove si dedicano alla pesca, e Sweet Waters, sono per lo più lavoratori stagionali che si spostano in gruppi più o meno nutriti fra un ranch e l'altro. Malgrado la tendenza a costituire comunità chiuse di stampo religioso, la fama di buoni e onesti lavoratori li rende largamente accettati tra i battisti, meno fra i cattolici: episodi di razzismo più o meno esplicito non sono infrequenti, soprattutto da parte di quest'ultimi, a causa delle 'anomalie' della professione anabattista e della tendenza a fare di tutta l'erba un fascio quando si tratta di rivalersi dei furti o di altri crimini perpetrati dai lacklands.

Lacklands: anabattisti o atei, nelle frange più estreme, si tratta a tutti gli effetti di una minoranza nella minoranza. Benvoluti o trattati con diffidenza, a seconda, dalle altre comunità cajun, sono malvisti tanto dai battisti quanto dai cattolici a causa dello stile di vita cui aderiscono. I lacklands (senza terra) sono famiglie nomadi che abitano carovane di dimensione variabile, in continuo spostamento fra The Quay e Sweet Waters, e praticano lavoretti occasionali che non di rado sfociano in attività illecite, dal furto alla prostituzione. Definiscono se stessi 'les gens' (la gente) e si distinguono dai 'brutes' esterni alla comunità attraverso una fitta serie di regole e usanze che possono variare tra una carovana e l'altra.


Storia recente

Seppur i venticinque anni compresi tra il 2480 e il 2505 siano stati dominati da un periodo di relativa pace, Shadetrack ha avuto una storia perennemente costellata di conflitti di piccola e media entità, chiamati impropriamente "guerre" e quasi tutti causati da contese territoriali tra proprietari terrieri confinanti. Più vasti erano le proprietà coinvolte, più grande e sanguinoso era il conflitto risultante. Tali conflitti (di cui si ricorda soprattutto la guerra per las Verdes Hills, a sud di Sweet Waters) non avevano tuttavia durate superiori a pochi mesi e non facevano più di un paio di centinaia di vittime.

Shadetrack aderì quasi immediatamente alla Grande Guerra, schierandosi col fronte indipendentista. Oltre a fornire un discreto numero di uomini all'Esercito, il pianeta divenne il più importante granaio del sistema Columba, in grado di produrre ingenti quantità di derrate alimentari per l'esercito e per i fronti più combattivi del Sistema, schierati a Spartaca e a Hera. L'esercito alleato sbarcò sul pianeta nel 2508 e per diversi anni tentò di impadronirsene con le truppe di terra, senza danneggiarne il terreno, pensando di poterlo facilmente conquistare e sfruttarne le risorse per il proprio fronte. Incontrò, tuttavia, la strenua opposizione degli abitanti, che si organizzarono spontaneamente in milizie di resistenza largamente appoggiate dalla popolazione, in grado di portare attacchi rapidi e terribili ai gruppi alleati sfruttando la conoscenza del terreno.

E' a quel punto che l'Alleanza, rendendosi conto di aver investito troppo tempo e risorse nella conquista del pianeta, decise di desistere: una volta rassegnata a non poter sfruttare il pianeta né a occuparlo (le azioni civili e diplomatiche furono vane quanto quelle militari), ma allo stesso tempo non potendo permettere ulteriori risorse arrivassero al fronte nemico, tra il gennaio e il marzo del 2511 l'esercito unionista mise in atto un massiccio bombardamento per fiaccare la popolazione, e avvelenò i campi di diserbante chimico che ne annullò la produttività e contaminò le acque. Attualmente, Shadetrack è una distesa brulla: i superstiti si sono accalcati nelle poche zone ancora vivibili e soffrono la fame e gli stenti. Le condizioni igieniche sono precarie e le malattie epidemiche frequenti: la più aggressiva è sicuramente il Tifo 2, comparso durante i primi bombardamenti e tutt'oggi causa di numerose morti. 

Il porto di Colerain Quay dopo i bombardamenti del 2511


Dopo la guerra

Di Shadetrack non rimane molto. Sweet Waters, dopo una lunga e tragica resistenza, è probabilmente tra le zone più tragicamente devastate: i 'trackers dicono che ad est della Trinidad non poggia lo sguardo neanche più Dio in persona, mentre la zona ad ovest è contesa tra i pochi superstiti e branchi di lupi e sciacalli sempre più numerosi, che invece di cacciare si infilano nelle grandi fosse comuni dove vengono buttati i morti di tifo 2. Gli sfollati si sono raccolti attorno a Mexican e Ciudad Nueva e stanno provando a ricostruire con i ben pochi mezzi a loro disposizione.
The Quay, pesantemente bombardata, è stata ed è tutt'oggi devastata da epidemie di colera e tifo 2 che, a causa dell'alta densità della popolazione, si sono diffuse con grande rapidità ed estrema aggressività. Le fornaci che un tempo alimentavano le fabbriche sono oggi utilizzate per bruciare i cadaveri, e le due città principali (Colerain Quay e Tallaght) sono andate gradualmente svuotandosi in favore di una serie di piccoli insediamenti sulle montagne. 
A Las Cruces, infine, i cruceros sono riusciti a riportare alla produttività alcuni appezzamenti di terreno. Nonostante le grandissime difficoltà, Las Cruces è oggi la zona più vivibile di tutta Shadetrack, e per questo molto ambita: molti sono i profughi che provano ad entrare nell'Anillo e che vengono spesso respinti, talvolta trucidati dagli scoscesi pendii del Paso de las Cruces, costantemente sorvolato dagli avvoltoi.


martedì 23 aprile 2013

Boros



Pianeta di medie dimensioni del sistema solare Columba, Boros è mondo natio dei maggiori gruppi criminali del sistema e ha visto la piccola e media criminalità crescere esponenzialmente negli ultimi anni.

La guerra ne ha bloccato il lento sviluppo e ha portato una media quantità di bombardamenti lungo i pochi campi e i centri produttivi più importanti. Boros si presenta come un pianeta secco e brullo, povero di giacimenti minerari ma ricco di argilla nelle vicinanze dei principali fiumi, lungo cui si sviluppano gli arretrati centri urbani. Non si tratta di vere e proprie città, ma costruzioni basse l'una vicina all'altra. Agli agglomerati cittadini si intervallano, sempre lungo il corso dei fiumi maggiori, piccole fattorie, ranch e più rari campi coltivati.

Il clima registra normalmente alte temperature ed è generalmente secco, ventoso e desertico nell'entroterra. Tempeste di sabbia e piccole trombe d'aria sono piuttosto comuni, mentre le precipitazioni si concentrano principalmente nelle aree fluviali e marittime.

Il pianeta si schierò con il fronte indipendentista, mettendo a disposizione le sue riserve di argilla - materiale estremamente economico e solido a sufficienza da essere coinvolto nella produzione di alcune parti delle navi da guerra browncoats -. La guerra portò razionamenti, carestie ed epidemie che non fiaccarono però l'animo dei suoi abitanti. Il pianeta rimase ai margini del conflitto per i primi anni, vedendo più tardi (nel 2509) bombardati i suoi principali punti di raccolta di argilla - con relativi lavoratori - e, in misura minore, alcuni dei principali centri urbani. Il pianeta cadde ufficialmente all'inizio del 2510.

Ad oggi, sono state riattivati solo pochi centri di raccolta d'argilla. La vera ricchezza di Boros dalla fine della guerra è tuttavia il suo fornitissimo mercato nero, attorno a cui ruota una vivace piccola e media criminalità.

Ad oggi, gli unici trasporti frequenti da e per il pianeta sono quelli legati al contrabbando e al rifornimento del ricco mercato nero.

Rilievi desertici

Cultura

La lingua più diffusa, scritta è parlata, è l'inglese. Vi è però una tendenza ad utilizzare vocaboli e inflessioni cinesi e giapponesi, quest'ultimo considerato come un semplice dialetto del pianeta. 

La cultura funebre è fortemente sviluppata: i nativi di Boros sono educati a sentire una forte connessione con i propri avi e antenati, tanto che ogni dimora - grande o piccola che sia - presenta uno o più altari privati che custodiscono le ceneri dei familiari. I morti vengono infatti cremati: a Boros non esistono pressoché cimiteri. 

La religione professata è il Nicolismo, una variante del cattolicesimo incentrata sulla figura di St. Nicholas, il santo protettore dei bambini e dei ladri, ricordato il 6 dicembre. La festività del patrono viene rispettata con devozione assoluta: durante la giornata, caratterizzata da grandi festeggiamenti, a tutti i ladri è vietato rubare e imposto l'obbligo di fare ammenda per i reati commessi.


Usi e costumi

L'abbigliamento è perlopiù in stile western, ma i criminali di rango più elevato utilizzano uno stile più orientale. Abiti lunghi e morbidi per persone benestanti o di fede; pantaloni lunghi al polpaccio e gilet smanicati per i poveri.

E' uso comune offrire la propria ospitalità a conoscenti quanto a stranieri, e il rifiuto di un'offerta di accoglienza viene ritenuto offensivo.

E' uso comune rubare qualsiasi cosa a chiunque, anche in piccole quantità, ed è ufficiosamente ritenuto corretto (ma ufficialmente punito dalla legge) rubare ovunque tranne nella chiesa consacrata del santo protettore. I saloni di gioco d'azzardo, molto diffusi, usano fare giustizia internamente: i ladri pescati in flagrante vengono puniti con severità misurata all'entità del furto.


Gokinai

Sorta sul fiume Shinano, Gokinai è uno dei principali centri abitativi post-bellici ed è considerata la capitale del pianeta. Si presenta come una città dall'atmosfera western, con strutture di legno e mattoni d'argilla. Ha tetti bassi e strade polverose, ma le case sono distribuite ordinatamente in nove settori disposti in modo quasi geometrico. E' qui che si trova la più grande fabbrica di raccolta e stoccaggio d'argilla, nonché un grande salone di gioco d'azzardo e la tenuta del sindaco: una grande e opulenta villa in stile orientale che appare come una visione surreale nell'aria di stenti e povertà che si respira nella città. Agli antipodi degli sfarzi del potere politico, è centro di ritrovo abituale la spartana struttura della Chiesa dedicata a Saint Nicholas, che nella sua enorme navata accoglie ogni domenica migliaia di fedeli appartenenti all'umile popolo.

Come in tutta Boros, la criminalità è onnipresente. Nove bande maggiori di malviventi si spartiscono le zone della città, controllando ogni attività criminale: dai piccoli furti allo spaccio, dal contrabbando alla prostituzione. La spartizione del territorio è rigida, ma nonostante ciò le guerre tra bande sono frequenti e, di tanto in tanto, estremamente efferate. Le bande hanno, tuttavia, una funzione anche spiccatamente sociale, ripresa un po' da tutte le grandi gang del pianeta: accolgono nelle loro fila anche bambini, perlopiù orfani di guerra, proteggendoli e istruendoli al furto, che iniziano ad esercitare dalla più giovane età. 

La situazione sanitaria è precaria e la città non ha un vero e proprio ospedale: se le zone più ricche (raccolte perlopiù attorno alla tenuta padronale del sindaco) possono pagare profumatamente ambulatori specializzati, il resto della città deve accontentarsi di medici non specializzati e strumentazione di fortuna. 

All'infuori di Gokinai, i centri cittadini sono pochi e poveri: unico altro agglomerato urbano degno di nota è Blacklake, che prende il suo nome dal lago attorno a cui si sviluppa.

venerdì 17 agosto 2012

Exodus Day


Una riproduzione computerizzata della Terra-che-fu prima che diventasse inabitabile

Una delle poche cose che accomuna tutto il 'Verse, se non forse l'unica, è l'Exodus Day, che ad oggi costituisce la festività più importate di tutti i pianeti colonizzati.
Questa festa commemora il decollo della prima spedizione delle Arche dalla Terra-che-fu verso una porzione di spazio sconosciuto, in un viaggio che avrebbe portato alla colonizzazione di nuovi mondi in altri sistemi solari, con la promessa di una nuova vita di pace, speranza ed opportunità.
Il fatto che molti dei sogni dei primi, ingenui pionieri si siano drasticamente infranti contro l'inospitalità e la criminalità di alcuni pianeti, oltre che con la grande guerra conclusasi di recente, non ha cancellato l'usanza di festeggiare il momento in cui l'umanità decise di congedarsi dalla Terra ormai morente.
L'Exodus Day, che viene festeggiato il 28 Settembre, è insomma una festa di catarsi e speranza, che accomuna tutte le popolazioni del 'Verse, a prescindere dalla loro religione o nazionalità.

La parata del 28 Settembre in una città di Horyzon

Core Worlds

Nei Core Worlds, è usanza festeggiare l'Exodus Day con grandi parate e feste cittadine. Durante la giornata, le strade principali del paese vengono chiuse, transennate e preparate per la grande sfilata, sempre accompagnata da musica e da spettacoli aerei dove piccoli velivoli si cimentano nel volo acrobatico, lasciando dietro di sé scie di fumo colorato.
La festa, che di solito ha inizio nel pomeriggio inoltrato, continua fino a notte fonda fino a culminare nel countdown della mezzanotte, dopo la quale i cittadini sono soliti scambiarsi dolcetti e cioccolatini a forma di navi spaziali.

Uno dei cioccolatini tipici dell'Exodus Day

Border Worlds ed Outer-Rim

Nei Border Worlds e nell'Outer-Rim, è tradizione festeggiare l'Exodus Day con sagre di paese che possono durare anche una settimana intera. Durante le sagre, nelle vie principali, ornate da festoni a forma di astronavi di ogni tipo, vengono montate bancarelle per tutti i gusti, mentre i cantastorie ed i saltimbanchi rallegrano la festa con canti e storie (spesso decisamente fantasiose) sulla Terra-che-fu ed il mitico viaggio verso i nuovi pianeti.
Durante la serata dell'Exodus Day ci si riunisce davanti ad un grande pira, solitamente posizionata nella piazza antistante alla chiesa più importante, e, dopo molte ore di canti, balli, recite e storie condite di cibi casalinghi e bevande alcoliche, si conta alla rovescia sulla scia dei rintocchi della campana, in ricordo del count-down globale che diede inizio al decollo generalizzato delle Arche.

Dei ragazzi danzano attorno al falò a Richleaf, Outer Rim


Usanze comuni per tutti i pianeti (o quasi)

- pranzare con la propria famiglia, in casa o al ristorante a seconda della propria estrazione sociale, per terminare con un dolce a forma di nave spaziale ed avere poi il tempo di unirsi alle feste che iniziano nel tardo pomeriggio.
- comprare e scambiarsi cioccolatini sempre a forma di astronavi: la ricercatezza dei dolci varia a seconda che siano preparati dalle raffinate pasticcere dei Core Worlds o dalla mani delle donne di casa del Border e del Rim.
- per i ricchi genitori dei mondi centrali, regalare ai più piccoli giocattoli a forma di astronavi o libri che raccontino storie sulla Terra-che-fu.
- buttare o dare via oggetti di cui non si ha più bisogno, a memoria di quando la civiltà della Terra-che-fu decise di lasciarsi alle spalle il proprio mondo morente.
- nei mondi del Core, è tradizione riunirsi allo scoccare della mezzanotte del 28 Settembre nei più grandi monasteri buddhisti, per accendere lanterne di carta che prendono il volo nei cieli delle maggiori città. Per meglio godere di questo spettacolo, l'amministrazione cittadina decreta lo spegnimento di qualsiasi luce pubblica non essenziale da mezzanotte alle due di notte, e la stessa cosa fanno i privati cittadini.


Un raffinatissimo dolce a forma di firefly, prodotto da una pasticceria di Capital City

La notte del 28 Settembre presso il tempio Hanshan di Capital City, Horyzon