giovedì 23 ottobre 2014

Seven Hills

Geografia

Relativamente lontano dalla sua stella, risulta essere un mondo particolarmente freddo (sempre entro i limiti della tolleranza umana). L'emisfero meridionale è occupato da un grande oceano, che in inverno è coperto per più del 90% dal ghiaccio, mentre in estate i ghiacci si riducono al 60%. L'emisfero settentrionale, quello abitato, ospita l'unico grande continente del pianeta, continente prevalentemente montuoso. Fin dallo spazio si riconoscono sette grandi complessi montuosi, che visti dalla prospettiva dell'orbita alta sembrano rilievi collinari, da qui probabilmente il nome del pianeta. Alcuni di questi complessi montuosi ospitano vulcani attivi. Il più grande dei sette complessi montuosi è chiamato le K37 Mountains, perché ospita le 3 montagne più alte del pianeta, le uniche a superare i 7 mila metri di altezza sul livello del mare, e uno dei vulcani più grandi dell'intero Verse, la Cold Burning Mountain, un vulcano attivo di tipo effusivo.

Il continente è costellato di piccoli laghi e fiumi che raccolgono l'acqua dalle montagne e la portano a valle, fino a sfociare nell'oceano. I fiumi principali diventano molto larghi e lenti in prossimità dell'oceano. Il fiume più grande è il Black River, che scende dalle K37 Mountains e sfocia nell'oceano in un grande golfo ampio migliaia di chilometri.


Clima e ambiente

Il pianeta ha un'atmosfera spesso grigia e cupa, il cielo è spesso coperto di nubi che impediscono alla luce del sole di arrivare a terra, trasformando le ore di luce in una perenne penombra grigia, solo più luminosa verso mezzogiorno, e le ore in buio in oscurità vera e propria, senza neanche la luce della luna e delle stelle. Piove spesso: si dice che piova per metà dell'anno, e che i giorni in un anno in cui il sole si vede ininterrottamente da mattina a sera, si possono contare sulle dita di una mano.

Nonostante la pioggia frequente, c'è poca vegetazione, a causa della scarsità di luce solare e delle temperature basse. Le montagne sono brulle e spesso innevate, e i territori più bassi sono aspri, coperti per lo più da erbacce e vegetazione bassa resistente al freddo. Le foreste sono di conifere e altri alberi resistenti al freddo, e soprattutto sono poco estese e molto rare, in tutto il pianeta se ne contano una ventina.


Economia

A causa delle condizioni climatiche, agricoltura e allevamento sono praticamente impossibili. Tuttavia il processo di terraforming di Seven Hills ha creato un mondo ricco di minerali e carbone, dando vita ad una fiorente attività mineraria, ad oggi l'unica attività economica del pianeta. Minerali e carbone sono esportati e venduti in tutto il 'Verse, e rappresentano l'unica ricchezza di Seven Hills, che deve importare invece generi alimentari, tecnologia e manifatture. Ci sono svariate imprese minerarie sul pianeta, tutte private.

Particolare la presenza di vasti giacimenti di carbone in tutto il pianeta: si è formato durante il secondo terraforming, in questa fase il pianeta ha attraversato anni di intensa attività orogenica e vulcanica che ha dato vita alle montagne per cui Seven Hills è famoso. La vegetazione introdotta sul pianeta durante il primo terraforming in questa fase ha attraversato un processo di "carbonizzazione artificiale", trasformandosi in breve tempo in carbone e formando così vasti giacimenti di carbone in tutto il pianeta.


Società

Seven Hills è un pianeta tecnologicamente arretrato. Le tecnologie industriali e minerarie utilizzate sono antiquate, poco efficienti e altamente inquinanti. Lavorare in miniera non è sicuro, il tasso di mortalità sul lavoro è elevato. Si dice che solo un minatore su due raggiunge la vecchiaia: probabilmente è un'esagerazione, ma questa diceria è sintomatica di quanto poca sia la sicurezza sul lavoro. Tutti quelli che lavorano in miniera sono poveri: lavorano con orari e ritmi massacranti, in condizioni di scarsa sicurezza e senza tutele dal punto di vista sociale, legale o sindacale, per una paga misera sufficiente appena a pagare l'affitto e a sfamare la famiglia. Il lavoro comincia presto, non è raro iniziare a lavorare già a 14 - 15 anni, che è l'eta a cui i ragazzi di solito finiscono di andare a scuola.


L'elite del pianeta è costituita dai ricchi industriali, dai proprietari delle miniere che possiedono quindi una compagnia mineraria. Loro sono i ricchi, coloro che detengono il potere economico e che controllano l'attività politica del pianeta, a volte tramite dei referenti politici da loro sovvenzionati, più spesso personalmente, in palese conflitto di interesse. Solo la capitale è dotata di scuole superiori e università: sono private e costose, quindi riservate ai figli dei ricchi, dell'elite planetaria.


Durante la guerra, Seven Hills si è schierato con l'Indipendenza. Benché la popolazione locale non sia caratterizzata da un forte sentimento indipendentista, l'Alleanza non è ben vista.


Insediamenti urbani

La popolazione abita in cittadine medio-piccole distribuite nel continente ai piedi dei grandi complessi montuosi. Sono tutte città minerarie che sorgono vicino ad una miniera, povere, di frontiera e prive dei servizi essenziali: non sono nient'altro che città dormitorio abitate dai minatori. Queste cittadine sono spesso di proprietà della stessa compagnia mineraria che possiede la miniera vicino, dove lavorano tutti i minatori della città.

Unica eccezione, la capitale, Port Inverness. Essa si trova ai piedi delle K37 Mountains, ed è in verità un porto fluviale, ben lontano dall'oceano. E' attraversata dal Black River, che dopo aver attraversato Port Inverness prosegue per altri 2000 km tra le terre brulle del pianeta prima di raggiungere l'oceano. Port Inverness è una città industriale, l'unica del pianeta ad essere dotata di servizi basilari come acquedotto ed energia elettrica, sviluppatesi principalmente per necessità industriali. La corrente elettrica è prodotta con centrali a carbone di vecchia concezione, molto inquinanti. La città e grigia e sporca, inquinata, e poco sicura, con un moderato tasso di criminalità. Solo il centro dove risiede l'elite e la classe dirigente è tenuto un po' più pulito e meglio sorvegliato dalle forze di polizia locali. Port Inverness è sede dei maggiori centri di lavorazione di minerali del pianeta, dove i minerali grezzi estratti in miniera vengono lavorati. Ogni compagnia mineraria ha qui una filiale.


Trasporti

Due sono i mezzi di trasporto principali su Seven Hills: le vie fluviali, e la ferrovia. Ove possibile si viaggia via fiume, con chiatte e battelli fluviali. La ferrovia collega le cittadine e i porti fluviali che non sono collegati via fiume. Le ferrovie sono spesso vecchie, con locomotive a vapore alimentate a carbone, e sempre a carbone sono pure i battelli fluviali dotati di motore. Non sono quasi per niente usati, invece, i mezzi su gomma (le strade sono poche), e gli animali: buoi e cavalli sono molto pochi a Seven Hills, non ci sarebbe di che sfamare questi animali in gran numero. Avere un animale è considerato una rarità, un bene di lusso che solo i più ricchi possono permettersi.

A Port Inverness c'è anche l'unico spazioporto pubblico attrezzato del pianeta: esistono comunque altri piccoli spazioporti privati di proprietà delle compagnie minerarie, vicino alle cittadine più grandi lontane da Port Inverness. Inoltre i controlli planetari sono praticamente nulli, per cui è possibile e facile atterrare e ripartire nelle vaste steppe lontano dalle città senza essere visti.

Storia

La storia di Seven Hills è strettamente intrecciata con la famiglia Richardson. Ricchissima famiglia originaria di New London, capace di far risalire il suo albero genealogico agli albori della prima colonizzazione del Verse, i Richardson erano imprenditori nel settore minerario da generazioni. Fu nell'anno 2230, ben 80 anni dopo quello che storicamente si indica come l'inizio della seconda colonizzazione, che cominciò il terraforming di Seven Hills. Il promotore del progetto fu Peter Kenneth Richardson, l'allora capofamiglia degli Richardson. P.K. Richardson mostrò molta lungimiranza: per anni aveva lottato per avere un mondo tutto suo da terraformare, finanziando centri di ricerca affinché potessero affinare la tecnologia di terraforming per avere il mondo che lui desiderava ed esplorazioni negli anelli esterni per trovare un mondo adatto. Egli voleva un mondo prospero e ricco di materie prime, dove potersi trasferire e da poter sfruttare. Fu così che iniziò il primo terraforming. Visti i tempi necessari per completare il processo, P.K. Richardson, già anziano quando il primo terraforming di Seven Hills iniziò, non ne vide mai la conclusione. Fu Jarod Vince Richardson, nipote di P.K. Richardson, il capofamiglia che vide il pianeta completato. Allo scopo di massimizzare le risorse minerarie, come desiderava P.K. Richardson, furono previste due fasi di terraforming: la prima fase avrebbe prodotto un mondo verde e rigoglioso, la seconda avrebbe massimizzato le risorse minerarie, trasformando la vegetazione prodotta alla fine del primo terraforming in carbone. Purtroppo, conseguenza non prevista, il secondo terraforming non fu in grado di produrre nuova vegetazione sul pianeta come sperato. Nonostante le piogge abbondanti, il bilanciamento dei gas nell'atmosfera non andò come previsto: l'effetto serra prodotto non fu sufficiente a scaldare il pianeta al punto giusto, e il cielo oscurato da spesse nubi per la maggior parte dell'anno non favoriva certo la crescita della vegetazione. Il neonato Seven Hills si ritrovò quindi molto povero di piante e vegetazione in generale.

Fu così che J.V. Richardson si ritrovò proprietario dell'intero pianeta. La carenza di verde danneggiò le ambizioni della famiglia: l'aspetto in generale brullo e le temperature basse del pianeta lo resero inadatto all'agricoltura e l'allevamento, non fu quindi possibile attirare sul pianeta ranch e aziende agricole. Più in generale, l'aspetto cupo del pianeta non invoglio molti coloni a trasferirvisi, così la popolazione planetaria aumentò piuttosto lentamente rispetto alle previsioni, con conseguenze negative sui valori dei terreni. J.V. Richardson dovette accontentarsi: lottizzò il pianeta, affittando o vendendo ad altri ricchi imprenditori terreni a prezzi più bassi di quanto sperasse, tenendosi per sé i migliori.


Negli anni seguenti, comunque, Seven Hills sarebbe diventato il mondo esportatore di minerali e carbone per cui oggi è noto, evolvendosi nella sua situazione attuale: con il governo del pianeta in mano ad una singola persona, interessata a sfruttarne le risorse, non c'è da sorprendersi della profonda disuguaglianza sociale, dell'abisso sociale e culturale che c'è tra la ristretta elite di ricchi imprenditori e la vasta massa di lavoratori, della quasi totale assenza di una classe media.

Da allora e fino all'avvento della Grande Guerra la carica di governatore di Seven Hills è stata ereditaria, sempre in mano alla famiglia Richardson. Con lo scoppio della Grande Guerra nel 2506, Seven Hills si schierò con l'Indipendenza. Ufficialmente sposò gli ideali dell'Indipendenza: la libertà dal Core, il diritto di possedere la propria terra; la verità era probabilmente legata anche a interessi economici: il governatore in carica, Merthin Ralf Richardson, discendente dei Richardson fondatori del pianeta, non voleva perdere i privilegi che la sua famiglia aveva da secoli, non voleva la democrazia, non voleva l'arrivo delle leggi dell'Alleanza che gli avrebbero imposto di garantire maggiori diritti ai lavoratori, causando perdite economiche agli industriali. M.R. Richardson stanziò finanziò l'esercito indipendentista con denaro e materie prime per la costruzione di armi, vendendo a questo scopo materie prime a prezzi molto ridotti alle industrie di Hera e sospendendo ogni relazione commerciale con i mondi dell'Alleanza. Inoltre allo scopo di incrementare le fila dei soldati indipendentisti, fece emanare una legge per cui ogni cittadino di Seven Hills che avesse combattuto in guerra, avrebbe avuto diritto ad una casa di proprietà al suo ritorno concessa dallo stato, in caso di vittoria del fronte indipendentista.

Seven Hills non è stato teatro di grandi battaglie. Ha subito bombardamenti di modesta entità, raramente mirati contro la popolazione e volti principalmente a distruggere le miniere o interrompere le vie di comunicazione (le ferrovie principalmente) per mettere in difficoltà l'economia del pianeta.

Con la sconfitta dell'Indipendenza nel 2511, Seven Hills fu costretto ad aderire all'Alleanza e a modificare alcune delle sue leggi per non violare le leggi alleate, ad esempio abolendo la pena di morte. M.R. Richardson fu deposto, e furono indette per la prima volta nella storia di Seven Hills, le elezioni.

L'effettivo miglioramento della situazione, tuttavia, è tutto da discutere. Seven Hills è lontano, l'Alleanza non è in grado di imporre la sua legge, e troppi pochi anni sono passati perché i cambiamenti siano visibili. Poco è cambiato per la classe operaia del pianeta, e l'elite è rimasta al suo posto. Anche se non è più governatore, Richardson è ancora molto influente: anche se non c'è nulla di certo, si dice che il nuovo governatore eletto, Hamilton, sia in realtà un suo burattino.

mercoledì 23 aprile 2014

Holocinema


L’Holocinema è un'arte performativa particolarmente diffusa nei Core World e in misura minore anche nei pianeti Border, caratterizzata da uno spettacolo proposto al pubblico sotto la forma di un film, veicolata da un supporto (nastro a banda magnetica e o contenuti digitali) che viene registrato e letto da un meccanismo continuo ed intermittente, attraverso una registrazione e una lettura continua di dati informatici che crea l'illusione ottica di un immagine in movimento e in tre dimensioni.

La maggioranza degli Holocinema si presentano come ampie camere dalla forma circolare, nelle quali è posizionato al centro il proiettore holografico che permette la visione del film a 360°, realizzabile solo con particolari strumentazioni di ripresa nello specifico, ma che consente allo spettatore di visualizzare l’opera stessa come se fosse all’interno dell'azione.

La divulgazione al pubblico di tale spettacolo registrato si differenzia perciò da tutte le altre forme di arti performative.

I film dei pianeti principali del sistema Centrale, che si propongono di rappresentare specifiche società del ‘Verse, alcune volte non ne riflettono perfettamente la realtà attuale, poiché la loro diffusione è praticamente totale nel Core, le storie che vengono raccontate sono basate il più delle volte sui grandi sentimenti a beneficio di tutta l'umanità.

Da New London a Horyzon le variazioni sul tema sono rare, si tratta perlopiù di commedie e film colossal dedicati al grande pubblico, le cui trame si snodano su una manciata di principi morali che rispecchiano quelli della cultura corer: diversità, multiculturalismo, fede nei confronti dello Stato, giustizia, libertà, individualismo e uguaglianza.

Berishan invece è noto per gli holofilm d’autore. Sovente viene ripreso il tema della guerra in molti dei suoi drammi più importanti, fra i quali spicca il titolo “Dreaming Afghana”, un elaborato costrutto del registra Jason Arthur Miles diventato ben presto un must per le scenografie dai colori intensi insieme alle interpretazioni struggenti e toccanti dei più famosi attori di Berishan, riguardante il bombardamento del pianeta da parte delle flotte Indipendentiste.

Xinhion è la patria invece dell’holocinema “documentario storico” forte di un orientamento culturale più “asiatico”, privo di fronzoli e più ricco riflessioni filosofiche, dove il ruolo dei singoli soggetti che calcano la scena è specificatamente improntato sul rappresentare una simbologia ben chiara nella società. Tra gli holofilm più conosciuti vi sono “Dà Hóng Dēnglóng Gāogāo Guà” tradotto letteralmente in “Appendete in alto la grande lanterna rossa” uno dei rari film romanzati incentrati sulla travagliata vita di una concubina; “Guan yin qiūlíng” ovvero “Le colline di Buddha” un approfondimento sulle radici religiose di Xinhion, e il meno noto prodotto esclusivamente in lingua cinese “Zhànshì” (letteralmente, Guerriero) le vicende in stile rigorosamente “fantastico” del passato di un guerriero cinese della Terra-che-Fu.

Il moltiplicarsi delle sale holocinematografiche, è diventata secondaria rispetto al livello commerciale; le vendite dei diritti di diffusione sui canali delle Holovisioni sono innumerevoli e la loro messa a disposizione nei diversi formati domestici sono diventati le principali fonti di entrate per il cinema, con risorse che si sono rivelate colossali; spesso proprio gli spettacoli di Corona si concentrano sul lancio di vere e proprie Soap Opere da Holovisione, si tratta perlopiù di Film “Pilota” scelti appositamente per mettere in risalto nuove stelle nel panorama holovisivo.

Nelle poche sale adibite alla proiezione fuori dal sistema Centrale, situate per lo più nel sistema Dorado e in pochi pianeti del sistema Columba, vengono mandati in visione filmati di stampo assai più vario e di qualità molto più infima, sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista della diffusione: le poche sale del border, infatti, somigliano molto di più alle antiche sale cinematografiche della Terra-che-fu, e così la loro tecnologia.

Differente invece è il rapporto del regime Korolevita con i filmati che vengono trasmessi nelle gigantesche sale della capitale e delle maggiori città. Esse vengono esclusivamente adibite a cruda e inflessibile propaganda, l’holocinema in questo caso dai temi “leggeri” è messo da parte per favorire la corrente artistica del realismo socialista. Uno dei capolavori della holocinematografia di Koroleva è certamente “Non lasciate indietro il Compagno Stanislavska” del regista e giornalista Joseph Dimitri Goebbelsky.

Richleaf è uno dei pochi pianeti del sistema Polaris ad avere strutture simili ad Holocinema, forse non perfettamente definite nelle immagini come quelle del Core, viene bilanciato dal vasto quantitativo di titoli e opere varie. Principalmente nel centro di Maracay si intrecciano le trame tipiche delle telenovelas ispaniche, alcune incentrate soprattutto sulla sensualità delle attrici protagoniste e sulle loro passionali storie d’amore, mentre i film più impegnati riguardano la dura vita nelle baraccopoli e la costante lotta per la sopravvivenza, molto edulcorati per i pianeti esterni a Richleaf e che difficilmente riescono ad uscirne in copie non usurate. 

L’acclamata attrice Nina Gomez, che interpreta Maria Consuelo De Fuentes in “La Loba”, è una delle persone di maggior successo sfuggite alla povertà di Las Rosas, dove si dice abbia aperto un centro d’accoglienza per i tossici che cercano di uscire dai giri della mala legati allo spaccio.


Holofilmografia


- New London - 

Tutti Pazzi per Menny (2515) 

Trama:
Stuart, ormai trentenne, è ancora innamorato di Menny, la compagna di liceo a Manhattan, che nel 2502 l'aveva scelto come accompagnatore al ballo di fine anno. Tuttavia la sera del ballo a causa di un imbarazzante incidente con la cerniera dei pantaloni, Stuart finì la serata in ospedale e non ebbe mai più modo di vedere la bella Menny.
Tredici anni dopo, Stuart su consiglio del suo migliore amico Duke, ingaggia quindi un investigatore, l'inaffidabile Sam Heavy, che ritrova Menny in un piccolo bar nella periferia di New Washington, ma, essendosi innamorato a sua volta della giovane, contatta Stuart rifilandogli menzogne per tentare di fargliela dimenticare. Contemporaneamente Heavy fa di tutto per conquistare il cuore di Menny, compreso mentirle, tradirla e drogare il cane della sua amica Maggie. Tuttavia viene scoperto da Tuc, amico architetto di Menny, in realtà rivelatosi anche lui un impostore che sta tentando il tutto per tutto pur di conquistare il suo amore.
Alla fine, rimasto l'unico pretendente, Stuart sembra essere riuscito a conquistare Menny, finché una lettera anonima rivela alla ragazza il vero legame fra Stuart ed Heavy. Mentre Stuart si confronta con Heavy e Tuc, Menny viene approcciata da Duke, che alla fine si scopre essere un suo ex fidanzato ancora innamorato di lei. Nonostante tutti gli imprevisti ed il sopraggiungere di un nuovo e inaspettato pretendente di Menny, ma la ragazza sceglierà di stare con Stuart.

Regia di: Bob Farway
Cast:
Menny Sullivan: Savannah Diaz
Stuart Bronson: Ben Stroehmann
Sam Heavy: Matt Dickon
Duke: Charlie Tambor
Tuc: Richard Stabler


Agente 111 (2516) 

Trama:
Il film si apre con una spettacolare scenografia di Goldera, dove Ben Fond l’Agente segreto di New London nome in codice “111”, si trova per interrompere il traffico di armi e conflict diamonds di Tai-Chun Heart, figlio del generale Alleato traditore, Chin-Zu Heart. Dopo essere stato smascherato durante il suo tentativo di infiltrazione nel bunker - celato sottoterra nel cuore della foresta - viene imprigionato e, passato oltre un anno di tortura e detenzione viene liberato; purtroppo, però, viene immediatamente sospeso dal servizio in quanto i suoi superiori ritengono che egli sia stato indotto, mediante sevizie o droghe, a rivelare al nemico notizie riservate. Dopo essere riuscito ad evadere dalla base Alleata, passa da Goldera a Richleaf per poi rientrare a New London alla ricerca del suo vero avversario. Fond incontra sulla sua strada l'agente della BSA Jewel e la collega Mirage Ice, usata in copertura come assistente dell'eccentrico milionario Adam Graves (sotto la cui identità si cela in realtà Tai-Chun Heart, che si era sottoposto a un intervento di chirurgia plastica per cambiare radicalmente il suo aspetto). L'azione si sposta a St. Andrew in un palazzo di ghiaccio fatto costruire da Graves per la presentazione di Icarus: uno specchio parabolico orbitante in grado di scaldare intere aree a qualsiasi latitudine, ma anche di colpire con effetti devastanti concentrando l'energia solare in un pericoloso raggio. Il piano di Graves è quello di annientare le difese di New London permettere alle sue truppe di invadere il pianeta. La resa dei conti avviene su una light cruiser in volo verso New London, sul quale Jewel uccide Mirage Ice (rivelatasi una doppiogiochista al servizio di Graves) e Fond elimina Graves/Tai-Chun Heart facendolo risucchiare dai reattori. I due agenti segreti, infine, si salvano utilizzando un elicottero trovato nella stiva dell'aereo, ormai in fiamme.

Regia di: Chan Sai Twan
Cast:
Ben Fond: Rufus DeJohan
Tai-Chun Heart: Tayler Sai Twan
Jewel: Melissa Flemming
Mirage Ice: Svetlana Pomilova


- Xinhion - 

Appendete in alto la grande lanterna rossa (2484) 

Trama:
Ambientato in una versione di Shijie appena più fantastica della realtà. La giovanissima studentessa universitaria Songlian, dopo la morte prematura del padre, decide di sposare Chen Zuoqin, maturo discendente di una antica dinastia, per contrasti insanabili con la propria matrigna. Lui ha già tre mogli: Yuru, Zhuoyun e Meishan, donne il cui unico scopo è quello di attendere ogni sera che davanti alla loro porta vengano appese delle lanterne rosse. Le lanterne sono una tradizione secolare della famiglia Chen e vengono messe solo davanti casa della moglie in cui marito passerà la notte, ma soprattutto su chi delle concubine potrà disporre di certi privilegi per il giorno in corso e per quello successivo, fino a che le lanterne non si accenderanno di nuovo.

Songlian ben presto si rende conto di cosa in realtà la aspetti tra le mura del palazzo e quanto quel semplice massaggio ai piedi, privilegio per la prescelta, stia divenendo un'ossessione: Zhuoyun, la seconda moglie, nonostante i suoi modi gentili, in realtà la odia, e con la complicità di Yan'er, la domestica di Songlian, trama alle sue spalle ricorrendo a malefici mortali; la stessa Yan'er sogna di essere scelta come concubina e nell'attesa accende le lanterne rosse usandole di nascosto, mentre Meishan, ex-soprano e terza moglie ancora attraente, gelosa delle attenzioni rivolte a Songlian, finge di avere continui per disturbare l'intimità della coppia. 

Dopo un incidente con Zhuoyun in cui per un errore calcolato dalla stessa le taglia parte dell'orecchio, Songlian, per riconquistare le attenzioni di Chen, che la trascura per punirla, finge di essere incinta. Yan'er, pulendo la biancheria di Songlian trova del sangue e scoperto l’inganno, riferisce tutto a Zhuoyun, che attraverso un sospetto di malattia fa visitare Songlian e rivela le bugie della concubina.

Chen indignato fa coprire di nero le lanterne del cortile, segno di umiliazione eterna, e Songlian, per tutta risposta, brucia le lanterne rosse usate da Yan'er nella sua camera, e rivela la vergogna della domestica; questa viene punita con l'inginocchiarsi nella neve per ore, cosa che provocherà la sua morte per polmonite. Songlian per l'accaduto cade in depressione e si ubriaca, rivelando il patto e la tresca di Meishan e medico curante, il dottor Gao, causando così anche il trapasso della terza moglie, che viene impiccata nella camera della morte come altre prima di lei. 

Scoperto l'accaduto e ormai sull'orlo della follia causata da quell'ambiente in cui le concubine vengono depravate dalla competizione tra loro e dalla reclusione seppure dorata, Songlian impazzisce: addobba la casa di Meishan con le lanterne, mette su un suo disco e crea l'illusione di un fantasma nella casa.

Trascorre un anno, e vediamo Songlian vagare in trance nel cortile. 

L'ultima moglie di Chen, una giovanissima ragazza poco più che bambina appena giunta al palazzo chiede chi sia costei: "Era la nostra quarta signora - le viene risposto - è diventata pazza". 

La vita delle concubine continua: la stessa che Songlian non ha potuto sopportare.

Regia: Zhāng Yìtong
Cast:
Songlian: Xue Ma
Chen Zuoqin: Shu Mao Fu
Zhuoyun: Cuifen Cao
Meishan: Jiin Shuyuan
Yan’er: Lin Kong


Le Colline di Buddha (2488) 

Trama:
Nan Feng, una tenace ragazza cameriera in un bar, Ding Bo, allontanato dal padre rimasto vedovo, e Fei Zao, grasso amico dei tempi della scuola, sono tre giovani inseparabili amici che condividono un appartamento al centro della modesta cittadina di Chengdu. 

Quando vengono sfrattati decidono di trasferirsi in un quartiere in una dimenticata periferia di Xinhion, prendono in affitto alcune stanze messe a disposizione dall'agiata signora ben oltre la mezz'età Chang Yueqin, che ha perso recentemente il figlio in un drammatico incidente durante un trasporto merci da Xanto. 

I rapporti tra l'anziana e i tre ragazzi sono inizialmente molto difficili e tribolati, ma con il tempo si trasformano in un nuovo e solido legame di stima e comprensione reciproca. I rapporti si consolidano ancora di più quando i tre giovani l'aiutano a ricostruire un piccolo tempio buddhista in rovina sulla montagna Guan Yin, creando una nuova fonte d’interesse per la piccola periferia e un punto di ritrovo per i pellegrini in viaggio tra le varie mete turistiche e non del pianeta. Tratto da una storia vera.

Cast:
Nan Feng: Fan Bingbing
Ding Bo: Taru Long
Fei Zao: Fang Li
Chang Yuegin: Cuifen Cao


Zhànshì (2500) 

Trama:
Terra-che-fu, ambientazione fantastica. Durante il periodo dei regni combattenti il vecchio e codardo soldato semplice Sho San, dell'esercito del regno di Liang riesce ad evitare ogni battaglia con una sua semplice invenzione, una freccia finta che, tirando una cordicella, si alza dalla corazza e dà l'impressione che sia stato trafitto. Ogni volta si getta a terra e si finge morto fino alla fine dello scontro, ma questa volta, quando si alza, si rende conto di essere l'ultimo soldato rimasto vivo. Girovagando trova un altro ferito: è un generale nemico del regno di Wei. 

Il soldato lo cattura con l'intento di consegnarlo in cambio di una ricompensa: un po' di terra da coltivare e l'esonero dal servizio militare. Il viaggio di ritorno è però disseminato di ogni tipo di ostacolo e di imprevisto. Alla fine, arrivato ormai quasi davanti all'ingresso del suo regno, Sho Sang, ormai diventato amico del giovane generale, libera quest'ultimo. Ma l'epilogo è tragico. Il soldato, arrivato finalmente a casa, si rende conto che il suo regno non esiste più e che l'esercito è stato distrutto, mentre per le strade sfilano gli uomini del nemico conquistatore. Un gruppo di soldati nemici, avvistatolo, gli punta addosso gli archi, intimandogli la resa e di gettare a terra la bandiera di Liang, che il soldato stringe nelle mani (e che ha conservato per tutto il viaggio di ritorno). Ma dopo una vita di vigliaccheria decide per una volta di essere coraggioso e di non prostrarsi di fronte agli invasori. Così viene trafitto a morte dalle frecce nemiche, ma nelle mani regge ancora ben salda la bandiera del suo regno.

Cast:
Soldato Sang: Jack Chan
Generale Zu: Leehom Wang


- Berishan - 

Dreaming Afghana (2512) 

Trama:
Roger e Denis sono due grandi amici che sin da piccoli sognano di diventare piloti. Con la decisione dell’Alleanza nel 2506 di unificare i pianeti scoppia la “Grande Guerra” e il loro sogno si avvera: qualche anno dopo vengono arruolati nell'aviazione dell’Alleanza, in pianta stabile a Berishan.

All'arruolamento Roger, romantico ed espansivo, s'innamora perdutamente dell'infermiera Evelyn. I due, dopo qualche settimana, s'incontrano ad Afghana con i loro rispettivi amici per trascorrere una serata in allegria. Qui Roger comunica ad Evelyn che la mattina seguente partirà volontario per la guerra in appoggio ai distaccamenti di Xinhion, i due si separano poiché Evelyn, Denis e gli altri ufficiali verranno trasferiti di stanza alla base di principale di Afghana. 

Dopo qualche giorno arriva una terribile notizia: la Firefly dove si trovava Roger è stata abbattuta in un attacco a sorpresa nello spazio sopra Hera, quindi viene creduto morto. È proprio Denis, come Roger gli aveva chiesto prima di partire, a dover dare la brutta notizia ad Evelyn. Passano alcuni mesi, Denis ed Evelyn si incontrano casualmente e decidono di passare la serata assieme; Denis, introverso e impacciato, si sente coinvolto dalla ragazza ma è molto dubbioso su come comportarsi, Evelyn a sua volta è colpita da Denis, ma ancora non riesce a dimenticare Roger, così le sue amiche la convincono a vivere la sua vita lasciandosi alle spalle il ricordo del vecchio amore. Evelyn decide quindi di andare da lui e Denis, rischiando l'espulsione dall'esercito, la porta con il suo “Raptor” a vedere il tramonto sul mare, e la serata prosegue romanticamente. 

Denis s'innamora follemente ed Evelyn, nonostante lo stato di confusione, si lascia trasportare dall'entusiasmo del giovane e decide di vivere la sua nuova storia. 

Qualche tempo dopo avviene un evento straordinario: Roger, che era sopravvissuto e sfuggito all'esplosione della propria nave con una navetta di salvataggio, viene reintegrato presso il suo vecchio reparto, ma non riuscendo ad avvisare arriva a sorpresa. I tre, con sentimenti diversi, sono sconvolti dall'imbarazzante situazione creatasi. L'amicizia dei due sembra rompersi e nonostante Denis cerchi di fare tutto il possibile per far tornare le cose come prima, Roger vive la cosa con grande dolore, finendo per provocare una rissa nel locale notturno in cui si erano incontrati. La mattina dopo vengono svegliati da un rumore insolito: sono i gli Indipendentisti che attaccano la base di Afghana. La scena è catastrofica, migliaia i morti e i feriti, centinaia i mezzi distrutti. I migliori piloti dell'aviazione Alleata vengono inviati in una pericolosa missione di sabotaggio di alcune fabbriche di Hera per rispondere subito colpo su colpo al bombardamento della città.

Prima che partano Evelyn comunica a Roger di essere incinta e gli chiede di mantenerlo segreto a Denis per evitare di distrarlo in guerra. Prima di andarsene gli dice che lo amerà per il resto della sua vita. Effettuato l'attacco i soldati Alleati atterrano come previsto in territorio Rim da sabotare, purtroppo però le informazioni in loro possesso erano sbagliate e si ritrovano circondati dai soldati browncoats, che cercano di catturarli. Denis, per proteggere Roger, viene colpito a morte e negli ultimi momenti di vita, gli viene data la notizia da Roger della gravidanza di Evelyn e scongiura il suo amico di sopravvivere per il bambino ma questi, sul punto di morte, lascerà suo figlio all'amico. 

Al rientro in patria, Roger e Evelyn si prenderanno cura del bambino, chiamato Denis in onore del compagno defunto.

Regia di: Jason Arthur Miles
Cast:
Roger: Benjey Flockhart
Denis: Joshua Storm
Evelyn: Amanda Sail


- Richleaf -


La Loba (2515) 

Trama:
L’holofilm nasce come prequel della telenovelas “Hijos Rebeldes” e ruota attorno alla vita degli studenti dell’unica scuola privata d’Elite di Maracay.

Per accedere a questa scuola privata occorre pagare una cospicua retta scolastica oppure vincere una borsa di studio; l'istituto accoglie quindi sia assegnisti sia borsisti.

Questi ultimi, però, nel corso della prima stagione saranno perseguitati dalla Loggia, un'organizzazione che ripudia i borsisti e li considera persone non degne di frequentare il prestigioso collegio e farà di tutto per farli espellere dall'istituto. La storia, basata appunto sull'idea della ribellione come indica il titolo della telenovela stessa, presenta anche le caratteristiche di una telenovela classica infatti i personaggi principali - Nina Gomez, Manuel Aguirre, Pablo Bustamante e Mia Collucos - sono anche protagonisti di numerose vicende di vita sociale e intrecci amorosi che danno vita a una storia ricca di avvenimenti e suspense.

La serie, inoltre, ruota attorno alla vita extra scolastica degli allievi e alla vita lavorativa oltre che a quella meramente sociale del personale didattico della scuola. Gli allievi attorno cui ruotano le vicende frequentano il quarto anno scolastico.

Maria Consuelo De Fuentes, interpretata da Nina Gomez:
È una dei protagonisti principali della serie. È innamorata di Pablo Bustamante, anche se è troppo orgogliosa per confessarglielo. All'inizio non sopporta Mia Colucci ma, con il tempo, diverranno amiche, specialmente quando diventeranno sorellastre. È figlia di Sonia Rei e Martin De Fuentes. Le sue migliori amiche sono Lujan Linares, Luna Fernandez e Laura Arregui.

Pablo Bustamante, interpretata da Benjamín Rojas:
È uno dei protagonisti principali della serie, innamorato di Maria. È il ragazzo più popolare della scuola, forse anche perché è figlio di un importante mercante di Maracay. Ama cantare e suonare la chitarra, nonostante più volte il padre glielo impedisca. Verrà aiutato da Maria nell’holofilm a superare i propri problemi con la droga, nascosti alla famiglia. I suoi migliori amici sono: Tòmas Ezcurra e Guido Lassen.

Mia Colucos, interpretata da Luisana Lopilato:
Figlia di Franco Collucos e di Marina Colucos, trascorre la maggior parte del suo tempo con le sue migliori amiche, ovvero Felicitas Mitre (chiamata Feli), e Victoria Paz (chiamata Vico). Inizialmente nutre profondo disappunto nei confronti di Maria, alla quale si affezionerà col tempo. È innamorata di Manuel, ragazzo con il quale si fidanzerà e trascorrerà le vacanze estive

Manuel Aguirre, interpretato da Felipe Colombo:
Di famiglia povera proveniente da Las Rosas, deciderà di trasferirsi a Maracay per rivendicare la morte del padre assassinato, di cui il probabile mandante sembrerebbe essere l’imprenditore Franco Collucos, il padre di Mia che si scoprirà infine innocente. L’estate successiva al quarto anno di scuola diventerà il fidanzato ufficialo di Mia. I suoi migliori amici sono: Marcos, Nicholas "Nico" di Fidelidad e Francisco Blanco.


- Koroleva - 

Non lasciate indietro il compagno Stanislavska (4590) 

Trama:
L’holofilm in questione è definibile un “corto”, una saggio di propaganda socialista della durata di circa 20 minuti, attraverso cui il regime di Koroleva infervora gli animi dei soldati e entusiasma le masse; il modello è ovviamente quello di Joseph Dimitri Goebbelsky, regista caro all'intelligenzia korolevita.

L'orgoglio korolevita è qui rappresentato da un singolo soldato, ovvero l'eroe di guerra e mentalmente inquadrato cecchino Frederick Stanislavska che, appostato da giorni nel campanile di una non meglio precisata piazza di un pianeta Rimmer, fa strage grazie ad un fucile di precisione, di un centinaio di soldati nemici. Girato in bianco e nero il divertissement del regista ha tratti crudi e sprazzi di motteggio nei confronti delle forze nemiche, anche grazie ad alcuni spunti notevoli come la scena di Stanislavska che intona l’inno nazionale di Koroleva verso il finale e il momento in cui si mostra più risoluto anche quando fiaccato dalla fame, dopo tre giorni di incessanti combattimenti. Degno di considerazione è anche il continuo di scene volte ad irridere l'ottusità dell'ufficiale nemico, indifferente alla perdita di decine di soldati a causa del ben più preparato e ligio al dovere del soldato Stanislavska, mostrando il volto scialbo di un tipico non-korolevita incapace di sovvertire le sorti della battaglia.

Regia di: Joseph Dimitri Goebbelsky
Protagonisti:
Frederick Stanislavska: Boris Bhrul
Ufficiale nemico: Kaipar Novikov


domenica 19 gennaio 2014

Polaris War

[off - Tutti gli eventi narrati di seguito sono frutto dell'intensa attività di coloro che, come giocatori o narratori, hanno giocato su Ballad of Serenity fra l'estate e l'inverno del 2013]


La Guerra di Polaris è il secondo episodio bellico su vasta scala fra le forze dell'Alleanza e le forze dell'Indipendenza ed ha inizio il 30 Settembre del 2515, a quattro anni di distanza dalla fine della grande guerra che ha modificato, forse per sempre, lo scacchiere politico ed economico del 'verse.

È il 14 Luglio 2515 quando tutti i pianeti del sistema Polaris, ad eccezione di Boyd's Moon e Phoenix, proclamano la loro indipendenza nei confronti del governo alleato, dando vita ad una nuova entità politica: la Confederazione di Polaris.
Le trattative per una soluzione pacifica e condivisa durano mesi e coinvolgono tanto i governatori dei pianeti confederati quanto i più alti esponenti politici delle istituzioni alleate: ma nel volgere di qualche mese diventa chiaro che le forze in campo non sono intenzionate ad accettare compromessi, ed il 30 Settembre dello stesso anno, Sarah Shepard, Presidente dell'Alleanza, dichiara guerra alla Confederazione, bollando le risoluzioni dei pianeti coinvolti come dei tentativi eversivi contro l'ordine costituito.

Sin da subito, la morsa alleata si stringe attorno a Polaris: Bullfinch, Saint Andrew e Richleaf diventano i principali terreni di scontro fra alleati e confederati.
Ed è proprio sopra i cieli di Bullfinch che i due schieramenti si affrontano per la prima volta: il 1° Ottobre del 2515 l'esercito dell'Alleanza, sotto la guida del generale Aaron Lee, e quello della Confederazione, comandato dall'Ammiraglio Renshaw, si affrontano in una prima battaglia spaziale  che si conclude con una vittoria per le bluejacks: le truppe di Lee riescono a sbarcare sul pianeta, occupandone l'emisfero meridionale. 
La battaglia, in cui l'Ammiraglio Renshaw viene dato erroneamente per morto in seguito all'esplosione della sua corazzata, la Quicksilver, prende il nome di “7-2-0”, dalle coordinate presso cui ha avuto inizio. In seguito a questo episodio, gli Alleati riescono a formare un “corridoio” aereo di sbarco, mantenuto in vita fino alla fine del conflitto. 

Mentre l'Ottava Flotta dell'Alleanza sciama su Bullfinch, la Terza e la Quarta Flotta mettono in atto la stessa strategia su St. Andrew: sul finire di Ottobre, le forze alleate riescono a violare la resistenza aerea indipendentista e mettere piede anche sul più inospitale pianeta dell'Outer-Rim.
Benché i cieli di Richleaf siano presi d'assalto, il pianeta riesce ad impedire lo sbarco delle forze di terra alleate.

Su Bullfinch, il conflitto prende le mosse di una guerra di trincea: la linea di demarcazione fra le due potenze in gioco è il fiume Morgan, che attraversa una fitta foresta pluviale che si estende per chilometri, e molti giorni di cammino, sia dalla sponda settentrionale (dove si attestano le forze confederate), sia dalla sponda meridionale (dove si attestano le forze alleate): è nell'umida giungla di Bullfinch che avviene la maggior parte degli scontri; nessuno di questi, tuttavia, risulta decisivo, benché le perdite siano ingenti per entrambi gli schieramenti.

Saint Andrew oppone una strenua resistenza contro la presenza alleata: la popolazione locale, guidata dal vicegovernatore Ben Kunuk, che ben presto assurge ad indiscusso leader militare del pianeta, dà fiera battaglia contro gli invasori, arrivando a respingerli e a liberare la superficie di St. Andrew; le truppe del vicegovernatore Kunuk diventano presto note col nome di Nanok-Quanik, che nel dialetto locale significa Orsi Bianchi nella Neve.  

Come se non bastasse, su Greenfield e Bullfinch, entrambi pianeti granaio tanto per l'Alleanza che per la Confederazione, un parassita prodotto in laboratorio, nominato Aelia, comincia a divorare i raccolti, devastando le piantagioni e riducendo entrambi i pianeti alla fame: i due schieramenti si trovano a dover combattere, oltre che con i rispettivi nemici, con gli stenti ed i morsi della fame. Nell'emisfero meridionale di Bullfinch, l'Alleanza sequestra tonnellate di cibo dai ranch locali; la fame e la guerra spingono migliaia di famiglie sul lastrico, costringendole ad abbandonare il proprio pianeta natale e ad andare a cercar fortuna in qualche altro pezzo di 'Verse. 
Ed è proprio per questo che la Confederazione organizza un'operazione ai danni di Greenfield, che subisce una breve ma violenta occupazione: l'esercito dei Browncoats saccheggia e depreda tutti i granai del pianeta, rubando derrate alimentari, capi di bestiame e farmaci.
La popolazione di Greenfield, già provata dalla distruzione dei raccolti causata dal misterioso parassita, si ritrova alla fame: anche i ranch più grossi, fra cui il Black Oak Ranch di Mason, si trovano in terribili ristrettezze economiche, e cominciano a licenziare i propri dipendenti: molti abitanti di Greenfield sono costretti a vendersi come schiavi pur di non morire di fame.

Sono le prime settimane di Dicembre a segnare una svolta decisiva nella guerra – una svolta che sorride nettamente alle truppe alleate. 
Sfruttando dei tunnel trovati proprio nel cuore della giungla, l'Alleanza riesce ad attraversare il fiume Morgan, fino a quel momento invalicabile confine fra gli eserciti, e passare alle spalle delle linee nemiche, in una brillante azione di tattica militare che conduce alla ritirata delle truppe confederate nella giungla. È il 10 Dicembre 2515.
Nello stesso frangente, il generale Aaron Lee sferra un'offensiva aerea che sbaraglia la flotta confederata, conquistando anche il controllo dei cieli: il pianeta viene bombardato a tappeto.
È, per la Confederazione di Polaris, una giornata di disfatta: la battaglia del Morgan River è per la Guerra di Polaris quello che Serenity Valley è stata per la prima grande guerra.

Nelle giornate successive, quel che resta delle truppe della Confederazione si asserraglia a Timisoara, capitale del pianeta ed ultimo baluardo della resistenza. Ma nell'arco di pochi giorni, gli eventi volgono in peggio per gli indipendentisti: Eric Rose, il più alto ufficiale in carica delle truppe di terra, nonché leader politico e militare di Bullfinch, muore in seguito alle ferite riportare il 10 Dicembre. 
Le truppe della Confederazione si trovano accerchiate e prive di guida: l'Ammiraglio Renshaw ordina la ritirata e Bullfinch, piegato, viene abbandonato al dominio dell'esercito alleato. Gli indipendentisti sono di nuovo in rotta.

Operazioni analoghe si sono svolte su Richleaf: qui, l'Alleanza, capitanata dal generale Grayson, riesce finalmente a mettere piede sul pianeta, e conquistarlo. Maracay, la capitale, si arrende.

Quello che resta dell'esercito della Confederazione vola verso Safeport: il pianeta, infatti, è un porto sicuro nascosto da una nebulosa difficile da raggiungere. Ed è qui che le forze indipendentiste cominciano, ancora una volta, a coagularsi.

L'esperienza della Confederazione di Polaris si chiude ufficialmente il 17 Dicembre 2515: i governatori di Bullfinch, Richleaf, Shijie, Tauron e Victory proclamano una resa incondizionata.

Non così, tuttavia, Safeport e Saint Andrew...

sabato 19 ottobre 2013

Koroleva Wants




"L'Alleanza vuole il Rim, il Rim vuole se stesso e Koroleva vuole ogni cosa"


[Modo di dire noto in tutto il 'Verse, ma diffusosi in particolare a Polaris dal 2515]

New Moscow, Koroleva

domenica 25 agosto 2013

Shadetrack


"Non puoi tornare a casa perché non è più dov'era una volta"
Detto diffusosi a Shadetrack dalla fine della Guerra.


Generale

Shadetrack era, prima della guerra, un pianeta fertile e ricco di risorse naturali, popolato perlopiù di piccoli borghi rurali indipendenti, ranch e fattorie di medie e grandi dimensioni. Schieratosi con gli Indipendentisti, è stato duramente bombardato dall'Alleanza durante la guerra, tanto che si dice che ora non ne sia rimasto altro che cenere e qualche minuscola oasi sovrasfruttata dai pochi superstiti. Quando era ancora fertile, divideva il suo territorio tra vaste zone desertiche, perlopiù transito di gruppi nomadi e viaggiatori, ed enormi praterie e campi coltivabili. Le tre regioni maggiormente popolate (ma chiaramente non le uniche) erano Sweet Waters (simile nella conformazione, nella cultura e nelle attività svolte dai suoi abitanti a decine di zone sparse per l'intero pianeta), Las Cruces e l'area marittima nota come The Quay.



Sweet Waters 
mappa

Prima della guerra, Sweet Waters (chiamata dai suoi abitanti anche "la regione dei fiumi") è sicuramente la più fertile tra le numerose regioni del pianeta. I centri urbani sono raccolti perlopiù nella zona a sud, spaccata in due dalla catena montuosa della Trinidad, affiancati da una serie di ranch più o meno piccoli, a conduzione familiare o amministrati da decine di persone e in grado di dar lavoro a centinaia di uomini e donne. I più grandi ranch si trovano a est delle montagne, mentre a ovest si sviluppano i centri urbani più popolati: Mexican e Ciudad Nueva. La maggior parte della popolazione, tuttavia, non vive nelle grandi città (che non contano comunque un alto numero di abitanti: 70.000 per Mexican, 120.000 per Ciudad Nueva), ma nei villaggi minori, nei campi, a ridosso dei ranch: là, insomma, dove c'è più lavoro. A nord si estendono invece vastissime e rigogliose praterie utilizzate come pascolo dai ranch del sud durante le stagioni calde. Il clima è temperato e gli inverni non sono troppo rigidi, pur presentando precipitazioni nevose più copiose sulle montagne.

L'ambiente di Sweet Waters (e di Shadetrack tutta) è tipicamente western. La tecnologia è estremamente arretrata e, anche nel campo dell'agricoltura, le innovazioni sono poche, i macchinari poco diffusi e appannaggio quasi esclusivo dei ranch più grandi. La borghesia possidente ha proprietà in campagna ma vive in città, e in linea generale i beni più preziosi sono il bestiame e la terra. La scolarizzazione è bassa, l'analfabetismo diffuso, la pena di morte per impiccagione applicata agli omicidi quanto ai ladri di cavalli (crimini pressoché equiparati) e le donne vengono viste come subordinate agli uomini che hanno vicino (padri, fratelli, mariti).  

La religione più praticata è il rigido cristianesimo battista, seguito da un diffusissimo cattolicesimo. Le due religioni si distribuiscono lungo linee culturali annacquate dalla commistione dell'etnia europea e quella ispanica: i battisti sono solitamente bianchi e parlano inglese, i cattolici sono latini e parlano lo spagnolo come prima lingua. Al livello fattuale, tuttavia, le due etnie si sono mischate attraverso varie generazioni, rendendo ben più sfocate e indefinibili le linee di demarcazione etnica. Ad oggi, la comunità di appartenenza viene determinata dalla religione professata piuttosto che dall'etnia. In caso di matrimoni misti, una legge stabilisce che il nucleo familiare debba assumere la religione del capofamiglia.




Las Cruces
mappa

Chiusa da un giro di ripide montagne, chiamate le "Anillo Mountains", Las Cruces è un ampio territorio verdeggiante che si sviluppa attorno all'enorme lago Salvaciòn, il più vasto bacino di acqua dolce di tutta Sweet Waters. Gli abitanti di Las Cruces, quasi totalmente di lingua spagnola, praticano un cattolicesimo arricchito da numerosissime credenze e superstizioni al limite del sincretismo. La stessa geografia della zona è intrecciata a numerose convinzioni scaramantiche: i 'cruceros' ritengono che le acque del lago Salvaciòn siano sante e benedette al punto di avere il potere mistico di garantire l'estrema fertilità dei terreni all'interno dell'Anello. Per lo stesso motivo, si vieta a chiunque non sia di fede cattolica il bagno nelle acque del lago (con diverse varianti: molti dicono, per esempio, che un battista che si facesse il bagno nel Salvaciòn, diventerebbe immediatamente cattolico). 
Le vie d'accesso a Las Cruces sono due soltanto: a sud est il "Paso Estrecho", percorso da un largo e profondo fiume navigabile, e a nord ovest il Paso de Las Cruces, dal terreno secco e pietroso e percorso ai lati da centinaia di tombe appartenenti ai numerosi "santi" della ragione, lì sepolti perché accompagnino il cammino di coloro che lascino i territori benedetti di Las Cruces avventurandosi nel vasto deserto che circonda l'Anello.

insenatura del Lago Salvaciòn

I territori di Las Cruces, per quanto non estremamente estesi, sono sufficientemente fertili da poter permettere la completa autosufficienza della regione, che ha quindi conservato una cultura piuttosto chiusa e ostile allo straniero e, più genericamente, al "diverso". Nonostante ciò i cruceros sono un popolo paradossalmente vivace, e ogni villaggio festeggia almeno trenta santi ogni anno. Il santo patrono dell'intero Anillo è il "Santo sin nombre" (Santo senza nome), detto anche la "Primera Cruz", la prima croce, a cui è attribuita la benedizione del lago Salvaciòn che rese, secondo le credenze, fertile e rigogliosa l'intera regione. Ancora oggi gli abitanti festeggiano ogni settembre la Primera Cruz con grandi manifestazioni religiose.

Sotto la stretta guida dell'Autoridad (una ristrettissima oligarchia di dieci uomini con potere religioso quanto politico, eletti per acclamazione ogni dieci anni), Las Cruces oppose una durissima resistenza alle invasioni alleate, aiutata dalla conformazione particolare della zona, in grado di offrire l'alta barricata naturale delle montagne. Las Cruces non venne mai veramente conquistata, ma la sua resistenza costò numerose vite e i bombardamenti distrussero molti dei campi. Nonostante ciò, la scelta di non seminare il diserbante riservato alle altre zone fertili, permette oggi a Las Cruces di essere una delle zone meno disastrate di Shadetrack, seppur attraversi comunque grandi difficoltà. Tutti i morti della resistenza sono stati eletti santi e sepolti lungo il Paso de Las Cruces, che conta oggi migliaia di croci. 


The Quay

The Quayside, più comunemente nota come the Quay, è un'ampia zona marittima tra le più tecnologicamente sviluppate dell'intero pianeta. Essa si sviluppa tra un profondo mare ricco di fauna acquatica a sud e le rocciose Kilmarock Mountains, a nord. Colerain Quay, che dà il nome all'intera regione, è il centro urbano più esteso e vivace di tutta Shadetrack: si sviluppa su una lingua di terra sporta sul mare e conta un totale di due milioni di abitanti - un record assoluto per l'intero pianeta. Nata come zona di pescatori e piccoli imprenditori, The Quay deve la sua fortuna alle montagne a settentrione, ricche di giacimenti di ferro e carbone che, sfruttati adeguatamente, hanno reso possibile lo sviluppo di un'industria vivace e altamente produttiva: i numerosi villaggi di minatori lungo la catena montuosa raccolgono carbone e ferro che viene spedito in città lungo le lunghe direttrici (le principali sono la Limerick Way e l'East Path). Una volta giunto a destinazione, il carbone alimenta le grandi fornaci in grado di alimentare i poco complessi ma funzionali meccanismi della fabbrica. Dai centri produttivi di Colerain escono grandi vascelli navali, rudimentali macchine agricole destinate ai più importanti ranch del pianeta, treni a vapore e, dal 2506, armi automatiche per l'esercito indipendentista. Si tratta di un centro produttivo arretrato e di importanza del tutto marginale rispetto agli altri grandi pianeti sviluppati del sistema, come Spartaca e Hera, tanto che inizialmente la zona viene ignorata dalle truppe alleate, per poi essere comunque inserita nella lista di obiettivi da bombardare prima della sconfitta definitiva.

La maggioranza della popolazione è di confessione protestante battista, seppur la religione abbia un ruolo marginale nelle vite degli abitanti. L'alfabetizzazione è appena più diffusa rispetto alla media del pianeta, ma l'educazione rimaneva, anche nei tempi di prosperità precedenti alla Guerra, appannaggio dei soli ceti possidenti. 

miniera di carbone, anno 2503


I Cajun di Shadetrack

Il pianeta è abitato, oltre alle due etnie già citate, da una minoranza etnica francofona la cui presenza viene fatta risalire incertamente alla prima colonizzazione o a migrazioni successive. Si tratta per lo più di individui dalla carnagione bianca e i colori chiari, con le dovute eccezioni determinate dal rimescolamento etnico, la cui presenza sul pianeta è ristretta quasi totalmente alle aree di Sweet Waters e The Quay.
I cajun di Shadetrack parlano tra loro un francese sporco che ha poco da spartire con quello della terra-che-fu, inquinato da commistioni frequenti con l'inglese tanto a livello lessicale (ad esempio "aye" per "oui") che grammaticale ("L'ami je sors avec" ricalcato sull'inglese "The friend I go out with", per "L'ami avec lequel je sors").

Dal punto di vista sociale, l'etnia francofona è fortemente spaccata in due macrogruppi che si differenziano sommariamente per cultura, abitudini e integrazione nel tessuto sociale del pianeta.

Locals: di fede anabattista, definiscono se stessi Fratelli in Cristo e costituiscono la gran parte dell'etnia cajun del pianeta. Stanziati fra la zona di The Quay, dove si dedicano alla pesca, e Sweet Waters, sono per lo più lavoratori stagionali che si spostano in gruppi più o meno nutriti fra un ranch e l'altro. Malgrado la tendenza a costituire comunità chiuse di stampo religioso, la fama di buoni e onesti lavoratori li rende largamente accettati tra i battisti, meno fra i cattolici: episodi di razzismo più o meno esplicito non sono infrequenti, soprattutto da parte di quest'ultimi, a causa delle 'anomalie' della professione anabattista e della tendenza a fare di tutta l'erba un fascio quando si tratta di rivalersi dei furti o di altri crimini perpetrati dai lacklands.

Lacklands: anabattisti o atei, nelle frange più estreme, si tratta a tutti gli effetti di una minoranza nella minoranza. Benvoluti o trattati con diffidenza, a seconda, dalle altre comunità cajun, sono malvisti tanto dai battisti quanto dai cattolici a causa dello stile di vita cui aderiscono. I lacklands (senza terra) sono famiglie nomadi che abitano carovane di dimensione variabile, in continuo spostamento fra The Quay e Sweet Waters, e praticano lavoretti occasionali che non di rado sfociano in attività illecite, dal furto alla prostituzione. Definiscono se stessi 'les gens' (la gente) e si distinguono dai 'brutes' esterni alla comunità attraverso una fitta serie di regole e usanze che possono variare tra una carovana e l'altra.


Storia recente

Seppur i venticinque anni compresi tra il 2480 e il 2505 siano stati dominati da un periodo di relativa pace, Shadetrack ha avuto una storia perennemente costellata di conflitti di piccola e media entità, chiamati impropriamente "guerre" e quasi tutti causati da contese territoriali tra proprietari terrieri confinanti. Più vasti erano le proprietà coinvolte, più grande e sanguinoso era il conflitto risultante. Tali conflitti (di cui si ricorda soprattutto la guerra per las Verdes Hills, a sud di Sweet Waters) non avevano tuttavia durate superiori a pochi mesi e non facevano più di un paio di centinaia di vittime.

Shadetrack aderì quasi immediatamente alla Grande Guerra, schierandosi col fronte indipendentista. Oltre a fornire un discreto numero di uomini all'Esercito, il pianeta divenne il più importante granaio del sistema Columba, in grado di produrre ingenti quantità di derrate alimentari per l'esercito e per i fronti più combattivi del Sistema, schierati a Spartaca e a Hera. L'esercito alleato sbarcò sul pianeta nel 2508 e per diversi anni tentò di impadronirsene con le truppe di terra, senza danneggiarne il terreno, pensando di poterlo facilmente conquistare e sfruttarne le risorse per il proprio fronte. Incontrò, tuttavia, la strenua opposizione degli abitanti, che si organizzarono spontaneamente in milizie di resistenza largamente appoggiate dalla popolazione, in grado di portare attacchi rapidi e terribili ai gruppi alleati sfruttando la conoscenza del terreno.

E' a quel punto che l'Alleanza, rendendosi conto di aver investito troppo tempo e risorse nella conquista del pianeta, decise di desistere: una volta rassegnata a non poter sfruttare il pianeta né a occuparlo (le azioni civili e diplomatiche furono vane quanto quelle militari), ma allo stesso tempo non potendo permettere ulteriori risorse arrivassero al fronte nemico, tra il gennaio e il marzo del 2511 l'esercito unionista mise in atto un massiccio bombardamento per fiaccare la popolazione, e avvelenò i campi di diserbante chimico che ne annullò la produttività e contaminò le acque. Attualmente, Shadetrack è una distesa brulla: i superstiti si sono accalcati nelle poche zone ancora vivibili e soffrono la fame e gli stenti. Le condizioni igieniche sono precarie e le malattie epidemiche frequenti: la più aggressiva è sicuramente il Tifo 2, comparso durante i primi bombardamenti e tutt'oggi causa di numerose morti. 

Il porto di Colerain Quay dopo i bombardamenti del 2511


Dopo la guerra

Di Shadetrack non rimane molto. Sweet Waters, dopo una lunga e tragica resistenza, è probabilmente tra le zone più tragicamente devastate: i 'trackers dicono che ad est della Trinidad non poggia lo sguardo neanche più Dio in persona, mentre la zona ad ovest è contesa tra i pochi superstiti e branchi di lupi e sciacalli sempre più numerosi, che invece di cacciare si infilano nelle grandi fosse comuni dove vengono buttati i morti di tifo 2. Gli sfollati si sono raccolti attorno a Mexican e Ciudad Nueva e stanno provando a ricostruire con i ben pochi mezzi a loro disposizione.
The Quay, pesantemente bombardata, è stata ed è tutt'oggi devastata da epidemie di colera e tifo 2 che, a causa dell'alta densità della popolazione, si sono diffuse con grande rapidità ed estrema aggressività. Le fornaci che un tempo alimentavano le fabbriche sono oggi utilizzate per bruciare i cadaveri, e le due città principali (Colerain Quay e Tallaght) sono andate gradualmente svuotandosi in favore di una serie di piccoli insediamenti sulle montagne. 
A Las Cruces, infine, i cruceros sono riusciti a riportare alla produttività alcuni appezzamenti di terreno. Nonostante le grandissime difficoltà, Las Cruces è oggi la zona più vivibile di tutta Shadetrack, e per questo molto ambita: molti sono i profughi che provano ad entrare nell'Anillo e che vengono spesso respinti, talvolta trucidati dagli scoscesi pendii del Paso de las Cruces, costantemente sorvolato dagli avvoltoi.


venerdì 16 agosto 2013

Clackline



Settore: Border-Rim
Sistema: Dorado
Clima: Temperato caldo / subtropicale
Economia: schiavile
Status tecnologico: medio - arretrato
Religione: Protestante (20%), Buddhista (10%), Neoavventista (70%)
Lingue: Inglese, Cinese, Escravìt
Capitale: Baton Rouge (Monroeville)
Altri centri urbani: Augustine, Macon, Waycross, Sarasota.

Strada maestra di Villa Moresse

Clackline è il pianeta più esteso del sistema Dorado e sicuramente uno dei più estesi del Multiverso. Possiede due satelliti naturali orbitanti, Nicanor e Menander, entrambi della stazza che doveva possedere la Luna dell'antica Terra-Che-Fu; la crosta di Nicanor ha un colore azzurrino, quella di Menander tende al rosso. Gli oceani sono leggermente inferiori alla terra emersa (in una proporzione 35%-65%), poco salati e ricchi di fauna. Il terraforming mirato di Clackline (teso a farne un mondo prettamente agricolo) ha uniformato il clima, rendendolo di fatto molto simile in ciascuna zona della superficie, benché l'ampiezza del corpo celeste e la presenza di montagne di ragguardevoli entità, mantenga una diversità meteorologica a differenti altitudini. L'ambiente collinare è scarso: si alternano grandissime pianure, alcune poco sotto il livello del mare, a catene montuose consistenti, da cui nascono un alto numero di fiumi. Le piogge sono regolarmente distribuite per tutto l'arco dell'anno, più intense ed insistenti nella stagione 'estiva', quando i monsoni si spostano dal mare verso l'interno (Clackline possiede stagioni equivalenti ad un'estate, e ad un autunno, separate da confuse fasi intermedie). L'alternanza oceani-grandi pianure- montagne origina l'intenso fenomeno degli uragani e dei cicloni, che funestano (spesso catastroficamente) gran parte del pianeta da agosto a novembre, con un picco ad inizio settembre. Le temperature a livello base sono assestate sui 20 gradi diurni -15 notturni (grazie all'azione mitigatrice dei bacini fluviali e dei venti oceanici) in autunno, 30 gradi diurni - 25 notturni in estate. Naturalmente, salendo di altitudine le temperature decrescono di conseguenza. 
L'economia del pianeta si basa sullo schiavismo. Gli schiavi sono impiegati specialmente nei giganteschi latifondi agricoli, nelle tenute di bestiame e nelle cave rocciose (Clackline è il primo produttore di marmo del 'Verse)


Baton Rouge (Monroeville), la 'Villa' e i battelli

Laurel Street, Baton Rouge

La capitale di Clakline è la popolosissima e estesissima Baton Rouge. Situata sul mare, copre uno spazio molto superiore a quello occupato dalle più grandi megalopoli del Core. Gli edifici che la compongono sono in pietra e ferro battuto lavorato, dalle linee architettoniche liberty-vittoriane e raramente superano i due piani. Abbondanti sono i canali, i giardini (spesso situati anche in cima ai tetti), i parchi, i chiostri piastrellati, i cortili interni, le piazze ombreggiate e specialmente le innumerevoli fontane, collegate l'una all'altra da acquedotti-gronde in muratura che passano ai margini delle vie. Nei quartieri centrali, quelli più ricchi, è presente l'illuminazione elettrica e l'acqua corrente. Le strade sono ampie, spesso sterrate e senza una precisa planimetria. Un adagio locale spiega quanto sia impossibile visitare l'intera Baton Rouge anche dedicando all'impresa un esistenza completa; come, di conseguenza, se si nasce a Baton Rouge non si abbia bisogno di uscirne mai (perchè a Baton Rouge c'è tutto). Molto movimentata, molto aperta rispetto a qualunque altra città del Border (ad esempio, l'omosessualità è qui e genericamente nella Clackline urbana pacificamente tollerata, così come il divorzio) ha ispirato viaggiatori, scrittori e esploratori sin dalla propria antica fondazione. Baton Rouge vanta uno degli scali spaziali più trafficati (e caotici) del 'Verse. Il secondo nome di Baton Rouge, utilizzato comunemente, specialmente dagli schiavi, è Monroeville, in onore del Consorzio Agricolo Monroe che, in tempi remoti, rese abitabile il pianeta.
Le città minori (comunque di notevoli dimensioni) assomigliano molto a Baton Rouge, ma non posseggono la medesima animazione e il volume di transiti umani, di visitatori esterni, di ricchezze.

Negli spazi lontani dai centri abitati e in mezzo agli immensi latifondi di Clackline le persone dimorano in 'Ville' private dalle grandi proporzioni, provviste del necessario (dalla macelleria alla cappella privata, al cimitero) che ospitano una (o più) famiglie padronali assieme al loro corteo di schiavi lavoranti. Nonostante l'estensione dei conglomerati urbani come Baton Rouge, Waycross o Sarasota, la 'Villa' rimane probabilmente l'unità base abitativo-organizzativa del pianeta.

Altra specificità di Clackline è il trasporto fluviale su battello.
I battelli fluviali sono il mezzo di spostamento più utilizzato dalla gente di Clackline per viaggiare da un luogo all'altro o commerciare merci, bestiame, lastroni di pietra. Piuttosto lenti, ma molto sicuri e di notevole stazza, i battelli fluviali garantiscono collegamenti tra tutte le principali città del pianeta e percorrono linee fitte in grado di connettere la maggioranza dei nuclei abitati minori. Esistono battelli di linea e battelli/navi private. Alcune tra le chiatte più grandi permettono persino l'atterraggio di un medium cruiser durante la navigazione.

Il battello "Clemire" al porto di Augustine


Società

La gente di Clackline è ripartita tra 'liberi' e 'schiavi'. La popolazione libera è numericamente inferiore, detenendo tuttavia la gran parte delle ricchezze/risorse del pianeta. I 'liberi' hanno per la maggioranza ascendenze inglesi, per una - corposa, se si considera la percentuale- minoranza ascendenze asiatiche. Specialmente dal dopoguerra, nonostante Clackline si fosse schierata sul fronte dell'indipendenza, non è insolito incappare in corers intenti a gestire affari in loco e stabilirvisi, per quanto la loro presenza fisica sia drasticamente (e volutamente) limitata alle città, oltre le quali non arrischiano a spostarsi privi di folta scorta. I liberi non lavorano , vivono delle rendite della popolazione schiavile a cui offrono protezione. Originariamente i liberi non svolgevano alcun tipo di mestiere, dai più bassi ai più elevati, limitandosi a gestire la politica ed il denaro, interdetto alle mani degli schiavi: persino mansioni come il medico, usualmente reputate prestigiose, venivano lasciate appannaggio di questi ultimi. Col trascorrere del tempo, salvo una sacca (comunque molto influente sia numericamente che ideologicamente) di liberi conservatori propugnatori dell'ideale del retirement (ozio), i liberi più moderni hanno cominciato a dedicarsi correntemente ai lavori specializzati, lasciando i mestieri di fatica agli schiavi. Paradossalmente, tale 'avanzamento' nell'ottica collettiva ha introdotto alcuni squilibri all'interno del delicato sistema di Clakline.

I liberi sono religiosamente protestanti e buddhisti a seconda delle ascendenze e parlano specialmente inglese, benchè il cinese venga inteso ovunque e praticato con frequenza a tutti i gradini della collettività.

Gli schiavi costituiscono il settanta percento della popolazione, e quasi la totalità della popolazione attiva. Le loro condizioni di vita dipendono spesso dal padrone che li ha acquisiti o acquistati e variano molto da situazione a situazione. Da quanto si evince dalle ricerche antropologiche recenti e dall'esperienza passata, per ragioni religiose e culturali (analizzate più in basso) gli schiavi non tendono affatto a percepire se stessi e il proprio status in modo dispregiativo. Anzi. Questo dato, che potrebbe stupire i più, ha permesso alla società del pianeta di mantenersi relativamente stabile fino ad oggi.


I 'liberi' ed il retirement

Il concetto del 'retirement' è un'originale e antica elaborazione tipica delle elites di Clakline. Non è dato sapere (vi sono molte dispute accademiche, in merito) se sia stato creato dalle elites in tempi remoti volontariamente, per perseguire scopi di comando, o se sia più un semplice riflesso ideologico delle condizioni materiali venutesi a creare con la nascita della schiavitù. 

Il retirement caratterizza i ricchi, i possidenti, che rinunciano al lavoro in ogni forma, per dedicarsi unicamente alla politica, all'attività intellettuale e alla gestione del denaro (interdetta culturalmente alla classe schiavile). Qualunque impiego preveda direttamente una remunerazione o un ritorno economico è considerato contrario all'idea del retirement, che pone il fulcro della vita d'un individuo nella possibilità di esistere senza provvedere ai propri bisogni primari (considerati animali) sviluppando così a pieno il lato nobile dell'essere. Non c'è da stupirsi se, dunque, molti diplomatici, intellettuali e persino pensatori esterni a Central (quindi tra Rim e Border) provenissero e continuino a provenire da Clakline.

In tempi più moderni l'ideale del retirement è stato superato da una parte leggermente maggioritaria della popolazione libera. Il fatto, genericamente percepibile come un avanzamento, ha comportato specialmente nelle classi schiavili un certo malcontento: dove viene meno l'idea del retirement, in un contesto fortemente dialettico come quello di Clackline, le elites tendono a monopolizzare lavori sedentari e specializzati che esulino dall'affaticamento fisico, lasciando gli schiavi a 'spezzarsi la schiena' sulle mansioni più grezze, più debilitanti.



Identità schiavile (Escravìt)

Villa Jonesbourg, pressi di Macon
È necessario chiarire una distinzione fondamentale tra lo schiavismo in generale e lo schiavismo di Clackline. Per quanto lo schiavismo storicamente nasca su Clackline e poi venga adottato massicciamente nel 'Verse conosciuto, esso mantiene sul pianeta originario caratteristiche del tutto peculiari. Gli schiavi nati e cresciuti su Clakline dimostrano un modo di percepire la loro condizione umana assai peculiare, che differisce da quello del resto del 'Verse, da quello degli schiavi che possiamo trovare su Shylock o nei bazaar degli Skyplex.
Paradossalmente, gli schiavi non valutano lo schiavismo sotto una luce negativa. Consapevoli della loro condizione, ne hanno fatto un motivo di elezione attraverso la religione e il conio d'una lingua particolare. Non posseggono un'identità comune politica ma si sentono l'un con l'altro affratellati nelle tradizioni, nel culto, nelle origini come unico popolo. Quando si rapportano con qualcuno estraneo alla cultura di Clackline che si approcci alla schiavitù con i 'pregiudizi' tipici delle genti del Core, gli schiavi stessi si reputano offesi da qualunque allusione ad una presunta minorità del loro status sociale.

Gli schiavi parlano l'Escravìt, una lingua grammaticalmente molto complicata e ricchissima lessicalmente (talmente complessa e multiforme da fornire ai glottologi, ai linguisti, inesauribili spunti di indagine). Non è possibile riassumere brevemente il funzionamento dell'Escravìt, ma in accezione più generale vi si riconosce una evidente matrice sintattica anglofona su cui opera la tendenza ad invertire (liberamente) le sillabe delle parole. 'Mother' diviene 'Hermot', 'father' diventa 'Harfat', 'Brother' si trasforma in 'Herbrot', via dicendo. Sister-Tersis, Table-Letab, House-Sehow, Road-Adrow. Altra curiosità: in Escravìt la parola 'schiavo' non esiste. Esistono però ben 27 modi diversi di dire 'essere umano' le cui sfumature sono pressochè incomprensibili a chi non faccia parte della cultura e dell'identità Escravìt.

La religione degli schiavi è il cristianesimo neoavventista (per distinguerlo dall'avventismo storico della terra-che-fu). Il neoavventismo incentra se stesso sull'idea predominante della seconda venuta del messia, intesa qui come liberazione. Alcuni tra gli schiavi la attendono la venuta come liberazione solamente spirituale, altri come liberazione sociale; il risultato non cambia: l'idea d'una prossima calata redentrice del salvatore permea profondamente la maniera in cui gli schiavi conducono la propria esistenza. Eminenti studiosi spiegano che la pace sociale di cui ha goduto Clakline fino alla contemporaneità derivi sostanzialmente dai dettami del neoavventismo, che colloca l' affrancazione del popolo Escravìt in un preciso quadro cosmico/teologico, dissuadendo i singoli da perseguire (o concepire) emancipazioni alternative, personali o politiche.

Il neoavventismo locale possiede una forte caratterizzazione astrologica: si dice, infatti, che Cristo tornerà tra gli uomini quando i due satelliti (Nicanor e Menander) si sovrapporranno una seconda volta (la prima, si intende, è stata per celebrare la nascita di Gesù) percorrendo le proprie orbite. Esiste quindi una data approssimabile di tale evento, per quanto, specialmente negli strati più bassi della cittadinanza Escravìt si tenda a anticipare o posporre il fatto in maniera decisamente superstiziosa ed arbitraria.

Secondo le regole del Neoavventismo più stretto il denaro è oggetto impuro: viene fatto l'esplicito divieto di accumularlo, desiderarlo e, possibilmente, toccarlo. Altro dettame fondamentale è il dettame dell'obbedienza. Obbedienza al proprio padrone ed obbedienza al signore. Per lo schiavo religioso, è nell'obbedienza al proprio padrone che si realizza la forma di indipendenza più pura e spassionata. Tale attitudine non deve mai scivolare in una scontata sottomissione interessata, ma anzi, ricalca la passione con cui Cristo si dichiarò servo degli uomini.