domenica 27 gennaio 2013

Le sigarette nel 'Verse


Tutte le maggiori coroporations del fumo producono sigarette fatte di tabacco sintetico. Seppure di qualità differente e dannosità differente (nel Core sono diffuse alcune marche che trattano il loro tabacco in modo da ridurre i danni del fumo a percentuali bassissime), non esiste nel 'Verse una multiplanetaria che sembri in grado di lanciare un prodotto fatto di vero tabacco. L'unico modo per fumare tabacco naturale, reperibile quasi esclusivamente nei pianeti rurali che lo producono, è quello di comprarlo sfuso (spesso a prezzo particolarmente alto) e fabbricarsi le sigarette a mano.


Core Worlds


Le sigarette "Ganesha" nascono nel 2421 sul pianeta Elèria, ma la crescita della Corporation comporta presto la loro diffusione in tutto il Core. I tabacchi sintetici che utilizzano hanno un sapore che si avvicina notevolmente a quello del tabacco naturale. Ne esistono varie linee: le Ganesha Classics, le Ganesha Prakasa (più leggere delle originali), le Ganesha Commercial (di qualità lievemente inferiore, ma più economiche delle classiche) e le Ganesha True Spirit, più costose e contenenti il taglio di tabacco sintetico più pregiato. 


Le Kòngquè de Yumao, anche dette Peacock's Feathers ("piume di pavone") sono sigarette pregiate diffuse nell'intero Core. Nate su Xinhion e inizialmente rivolte ad un pubblico principalmente femminile, hanno fatto il loro successo differenziando la loro offerta e riuscendo a sintetizzare una formula in grado di ridurre quasi allo zero i normali danni del fumo. Esiste solo una linea di Peackock's Feathers al sapore di tabacco puro, mentre tutte le altre vedono sigarette aromatizzate: menta, fragola, vaniglia, pesca, cioccolato, liquirizia e addirittura al miele e al limone. Di recente è stata lanciata una linea dal design più maschile che sta avendo discreto successo.


Nate su Meili e lì principalmente diffuse, le Engine sono sigarette diffuse nei mondi industriali del Border quanto tra il proletariato urbano dei grandi conglomerati urbani del Core. Di qualità tutt'altro che eccellente, sono sigarette particolarmente economiche. Hanno tre linee principali: Engine Deep, piuttosto forti, Engine Light e Engine Menthol, al mentolo.



Border e Outer Rim



Grazie ad un accordo commerciale di miliardi di dollari, le Starscrapers detengono il completo monopolio della vendita di tabacco sintetico su tutti i sette skyplex del 'Verse. A causa del particolare processo di sintetizzazione del tabacco, hanno un fumo che, una volta espulso dai polmoni, assume un colore azzurro opaco, simile a quello del pacchetto standard. Dovendo soddisfare esigenze molto diverse, esistono decine di linee differenti, di cui le più vendute sono le seguenti: Stereotype (la linea classica), LightEconomy, Flavour (al mentolo e a vari sapori fruttati), Strong e infine Breeze (le meno dannose).


Prodotte originariamente a Hera (dove nacquero negli stabilimenti di uno dei poli industriali del pianeta da cui prendono il nome) e poi in più pianeti del sistema Columba, le Cheltenham erano prima della guerra tra le sigarette più fumate nei mondi industriali e non agricoli dell'Outer-rim. Dopo la distruzione dei suoi stabilimenti su Hera durante la guerra, la Cheltenham fallì ufficialmente. Da dopo la stipulazione della pace del 2511, tuttavia, sorsero in tutto il Rim una serie di stabilimenti che ne assunsero liberamente il nome, un po' per sfruttare la fama del marchio, un po' per nostalgia indipendentista. Al giorno d'oggi fumare le Cheltenham equivale a idossare il browncoat, e dire di qualcuno che "fuma ancora le Cheltenham" è un modo obliquo per dire che, se ne avesse l'opportunità, scenderebbe di nuovo in guerra contro l'Alleanza. Si trovano più o meno in tutto il Rim e in parte del Border, e ne esistono solo due linee: Standard e Serenity. Le Serenity hanno la peculiarità di essere interamente nere, si dice in memoria del lutto per tutti gli indipendentisti morti a Serenity Valley e in guerra. In tutto l'Outer-rim è diffusa l'abitudine di pronunciare il nome di un deceduto in guerra ogni volta che ci si accende una sigaretta nera.


Le Black Mamba sono le sigarette in assoluto più diffuse nell'Outer Rim. Seppure ne esistano diversi tipi, sono tutte accomunate dall'essere sigarette estremamente forti, con un'alta percentuale di catrame e di nicotina, tanto da produrre un fumo di un grigio particolarmente scuro. Le loro linee non hanno un nome, ma si distinguono per numerazione, che va dall'uno al dieci: le Black Mamba n. 1 sono le più leggere, le numero 10 le più pesanti. Si vendono perlopiù sfuse, seppure se ne possano trovare pacchetti assortiti con sigarette di diversa intensità. 


Prodotte su un pianeta più tecnologicamente avanzato quale è Richleaf, le Maracaros sono indubbiamente le migliori sigarette del Rim dopo le Cheltenham originali (quest'ultime ormai introvabili). Sono diffuse perlopiù nel sistema Polaris a prezzo variabile, ma su Richleaf si trovano a prezzi estremamente convenienti. Ne esistono tre linee: le Maracaros Rojos (le più forti), le Blancos (light) e le Frescos (aromatizzate al mentolo). 




lunedì 17 settembre 2012

Whitmon - cenni storici e geografici




Al contrario della stragrande maggioranza degli altri pianeti e delle altre lune del 'Verse, Whitmon è un pianeta ricoperto per il 73% di acqua, il restante 27% occupato da un numero enorme (e fino ad oggi, ancora sconosciuto) di isolette riunite in diverse centinaia di arcipelaghi che costellano la superficie del piccolo pianeta. 
La maggior parte di queste isole è disabitata, o semplicemente inabitabile, e si stima che solo il dieci per cento delle isole presenti sul pianeta sia effettivamente abitata.
Non esistendo grandi continenti da abitare e terraformare, la colonizzazione di Whitmon, per quanto fosse iniziata molto in fretta nella prima metà del XXII secolo, fu estremamente lenta e graduale. Le prime migrazioni dai pianeti centrali sul pianeta blu furono precursori e contemporanee di quelle che sarebbero state chiamate "la Seconda Colonizzazione", ma l'Alleanza non spinse mai ufficialmente per l'insediamento sulle isole. Mancando di risorse preziose, ed essendo un pianeta con enormi problemi di attività vulcanica, ad oggi non esiste nessuna metropoli sopra il milione di abitanti in tutto il pianeta.

Sul pianeta abitano tuttavia circa due dozzine di milioni di persone di diverse etnie e, per quanto la presenza dei discendenti americani e cinesi sul pianeta sia in continuo aumento, la maggior parte può ancora collegare la propria discendenza alla gente delle Arche europee, più che quelle Anglo-Cinesi. La sua capitale, Sieg, venne fondata nel 2152 in uno degli arcipelaghi dell'emisfero settentrionale, e su una delle isole più grandi del pianeta, ma è impossibile stabilire quando e dove fu fondata la prima colonia. Già prima della seconda colonizzazione, membri di alcune comunità come arabi (per la maggior parte), turchi e greci iniziarono ad emigrare dai pianeti centrali verso Whitmon, attratti da una temperatura e una morfologia planetaria più simile a quella delle nazioni lasciate dai progenitori sulla Terra-che-fu. La distanza tra isola e isola ha reso molto più difficile la fusione tra le varie culture, pur non impedendola. Se anche oggi la maggior parte delle isole più grandi mostra una varietà e una mescolanza etnico-linguistica pari a quella dei mondi del Core, esistono ancora delle piccole isole in cui la popolazione parla dialetti locali molto influenzati da antiche lingue morte, con cultura, usi, costumi e tradizioni particolari, uniche e direttamente discendenti da quelle dei loro antenati -con ovvi cambiamenti e deformazioni dovute al tempo e all'isolamento di una piccola comunità -.
La grande diversità culturale del pianeta, dovuta all'isolamento di molti centri abitati, ha contribuito a rendere Whitmon una delle capitali della cucina etnica nel 'Verse. Nelle isole maggiori, e quindi più grandi centri commerciali, si possono trovare a basso prezzo ottimi ristoranti etnici gestiti dalle famiglie che abitano le isole più piccole. 


Settore sviluppato nel pianeta è quello dell'ingegneria navale: Sieg e la sua isola gemella Freude ospitano infatti i più grandi cantieri navali del 'Verse. Le barche dei Cantieri "Strauss", "LaFlamme" o "Sharrell & Wu" si possono trovare in ogni pianeta con superfici di acqua, e sono ultimamente molto di moda nei laghi di Corona. Ovviamente, buona parte delle navi prodotte dai cantieri di Whitmon rimane sul pianeta, visto che il possesso di una barca sul pianeta non è solo necessario per gli spostamenti e per l'approvvigionamento di cibo e fonte di guadagno ma, in certe isole più piccole e culturalmente meno avanzate, denota anche uno status sociale ed è simbolicamente la dimostrazione della propria ricchezza ed importanza agli occhi delle altre famiglie.

Essendo un pianeta particolarmente caldo e umido, la flora locale è composta quasi esclusivamente da piante tipiche del clima mediterraneo: agrumi, uliveti e vigneti sono coltivazioni da cui la popolazione delle isole minori trae grande profitto, esportando cibo, vino e oli naturali anche in altri pianeti.
Esistono ovviamente, vicino all'equatore, isole il cui clima è leggermente più tropicale. Queste isole, dette appunto 'La Linea Verde', che fanno da sempre da divisore tra i più moderni Arcipelaghi Settentrionali e i più culturalmente e tecnologicamente arretrati Arcipelaghi Meridionali, sono scarsamente abitate ed adibite quasi interamente alla poca agricoltura industriale presente sul pianeta. I prodotti derivati sono estremamente famosi per la loro freschezza, ma per questo anche molto costosi, e il cittadino medio di Whitmon preferisce la coltivazione di un proprio, piccolo orto dietro casa.
La fauna, invece, è quasi esclusivamente marina e, oltre a fornire esemplari bellissimi agli acquari di tutto il 'Verse per la sua enorme biodiversità, è anche la maggiore fonte di guadagno per il pianeta, che vive essenzialmente di pesca. Altra fauna consiste in animali domestici, piccoli rettili adattatisi alle temperature delle isole, e ovini d'allevamento, che al contrario dei bovini - quasi completamente assenti - non necessitano di grandi spazi e sembrano trovarsi particolarmente bene sulle alture vulcaniche attorno al quale si sono sviluppate molte piccole città. 

La distanza tra città e città ha reso impossibile nel corso dei secoli di colonizzazione lo scoppio di guerre interne tra coloni, rendendo Whitmon uno dei pianeti più pacifici del 'Verse, per quanto non esenti da tragedie causate dalle violente eruzioni vulcaniche che hanno portato alla distruzione di diversi centri abitati nel corso degli ultimi tre secoli e mezzo. Durante la guerra, Whitmon è stato poco toccato: I reclutatori alleati arrivarono solo nelle città più grandi degli arcipelaghi settentrionali, e la maggior parte degli abitanti delle piccole isole decisero di rimanere neutrali e non combattere. Ci fu comunque chi partì con gli Indipendentisti e chi con gli Alleati, ma il pianeta rimase in sostanza neutrale, e le città non furono bombardate. 

L'episodio più increscioso della storia di Whitmon durante la guerra riguarda una grande manifestazione contro il conflitto nella capitale Sieg, in cui la folla di manifestanti fu violentemente dispersa dalle forze locali che aprirono il fuoco sulla folla. I dodici morti furono 'vendicati' da una serie di attentati di matrice indipendentista a diversi edifici del centro città, causando la morte di un alto funzionario del Comando Militare di Dorado, ma anche quella di più di trenta (i dati forniti da fonti indipendentiste e alleate sono discordanti) civili innocenti, dopodiché la neutralità del pianeta venne ribadita, anche se non ufficialmente. 

martedì 11 settembre 2012

Si dice della serenità





 " La serenità dura quanto basta a maledire chi poi te la porta via. "


Detto della zona di Buffalo County, Greenfield

mercoledì 29 agosto 2012

When a Marine Comes Marching Home


When a Marine comes marching home again,
Hurrah! Hurrah!
We'll give him a hearty welcome then,
Hurrah! Hurrah!
Oh, the men will cheer the boys will shout
The ladies they will all turn out,
And we'll all feel bright  
When a Marine comes marching home.
And we'll all feel bright
When a Marine comes marching home.

Get ready for the Jubilee,
Hurrah! Hurrah!
We'll give the hero three times three,
Hurrah! Hurrah!
Well, the laurel wreath is ready now
To place upon his loyal brow,
And we'll all feel bright
When a Marine comes marching home.
And we'll all feel bright  
When a Marine comes marching home.

In twenty five hundred and six
Hurrah! Hurrah!
That was when the war begun,
Hurrah! Hurrah!
In twenty five hundred and six ,
Both sides were falling to,
And we'll all drink stone wine,
When a Marine comes marching home.
And we'll all drink stone wine,
When a Marine comes marching home.

In twenty five hundred and seven,
Hurrah! Hurrah!
We all fall in the trenches
Hurrah! Hurrah!
In twenty five hundred and seven
We all fall in the  sky
And we'll all drink stone wine,
When a Marine comes marching home.
And we'll all drink stone wine,
When a Marine comes marching home.

In twenty five hundred and eleven,
Hurrah! Hurrah!
We beat ‘em at Serenity,
Hurrah! Hurrah!
In twenty five hundred and eleven,
We reach the glorious victory;
And we'll all drink stone wine
When a Marine comes marching home.
And we'll all drink stone wine
When a Marine comes marching home.

[ Motivo molto noto presso tutte le truppe alleate durante la guerra, tuttora in auge e presente in molte varianti,  che celebra la vittoria e il ritorno a casa dei soldati. Qui la versione più diffusa nella Marina]


Quando un Marine marcia  verso casa
Urrà! Urrà!
Gli daremo di cuore un benvenuto
Urrà! Urrà!
                  Gli uomini saluteranno e i ragazzi strilleranno                                                                                                                                                                                 

Le ragazze si precipiteranno verso di loro
E sarà una festa per tutti quando un Marine marcia verso casa.                         
E sarà una festa per tutti quando un Marine marcia verso casa.

Preparatevi al festeggiamento,
Urrà! Urrà!
Che faremo al nostro  eroe  tre volte tre,
Urrà! Urrà!
La corona d'alloro è pronta adesso
Per ornare la sua fronte leale
E sarà una festa per tutti quando un Marine marcia verso casa.                                                        
E sarà una festa per tutti quando un Marine marcia verso casa.


Nel duemilacinquecento sei,
Urrà! Urrà!
Che è stato quando la guerra è iniziata,
Urrà! Urrà!
Nel duemilacinquecento sei
Entrambi i lati stavano cadendo.
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa.                                                           
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa

Nel duemilacinquecento sette,
Urrà! Urrà!
Tutti noi piombavamo nelle trincee,
Urrà! Urrà!
Nel duemilacinquecento sette
Tutti noi piombavamo nel cielo.
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa.                                                           
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa.

Nel duemilacinquecento undici,
Urrà! Urrà!
Li abbiamo battuti a Serenity,
Urrà! Urrà!
Nel duemilacinquecento undici
Abbiamo raggiunto la gloriosa vittoria.
                        E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa.                                                           
E tutti noi berremo vino quando un Marine marcia verso casa

venerdì 17 agosto 2012

Exodus Day


Una riproduzione computerizzata della Terra-che-fu prima che diventasse inabitabile

Una delle poche cose che accomuna tutto il 'Verse, se non forse l'unica, è l'Exodus Day, che ad oggi costituisce la festività più importate di tutti i pianeti colonizzati.
Questa festa commemora il decollo della prima spedizione delle Arche dalla Terra-che-fu verso una porzione di spazio sconosciuto, in un viaggio che avrebbe portato alla colonizzazione di nuovi mondi in altri sistemi solari, con la promessa di una nuova vita di pace, speranza ed opportunità.
Il fatto che molti dei sogni dei primi, ingenui pionieri si siano drasticamente infranti contro l'inospitalità e la criminalità di alcuni pianeti, oltre che con la grande guerra conclusasi di recente, non ha cancellato l'usanza di festeggiare il momento in cui l'umanità decise di congedarsi dalla Terra ormai morente.
L'Exodus Day, che viene festeggiato il 28 Settembre, è insomma una festa di catarsi e speranza, che accomuna tutte le popolazioni del 'Verse, a prescindere dalla loro religione o nazionalità.

La parata del 28 Settembre in una città di Horyzon

Core Worlds

Nei Core Worlds, è usanza festeggiare l'Exodus Day con grandi parate e feste cittadine. Durante la giornata, le strade principali del paese vengono chiuse, transennate e preparate per la grande sfilata, sempre accompagnata da musica e da spettacoli aerei dove piccoli velivoli si cimentano nel volo acrobatico, lasciando dietro di sé scie di fumo colorato.
La festa, che di solito ha inizio nel pomeriggio inoltrato, continua fino a notte fonda fino a culminare nel countdown della mezzanotte, dopo la quale i cittadini sono soliti scambiarsi dolcetti e cioccolatini a forma di navi spaziali.

Uno dei cioccolatini tipici dell'Exodus Day

Border Worlds ed Outer-Rim

Nei Border Worlds e nell'Outer-Rim, è tradizione festeggiare l'Exodus Day con sagre di paese che possono durare anche una settimana intera. Durante le sagre, nelle vie principali, ornate da festoni a forma di astronavi di ogni tipo, vengono montate bancarelle per tutti i gusti, mentre i cantastorie ed i saltimbanchi rallegrano la festa con canti e storie (spesso decisamente fantasiose) sulla Terra-che-fu ed il mitico viaggio verso i nuovi pianeti.
Durante la serata dell'Exodus Day ci si riunisce davanti ad un grande pira, solitamente posizionata nella piazza antistante alla chiesa più importante, e, dopo molte ore di canti, balli, recite e storie condite di cibi casalinghi e bevande alcoliche, si conta alla rovescia sulla scia dei rintocchi della campana, in ricordo del count-down globale che diede inizio al decollo generalizzato delle Arche.

Dei ragazzi danzano attorno al falò a Richleaf, Outer Rim


Usanze comuni per tutti i pianeti (o quasi)

- pranzare con la propria famiglia, in casa o al ristorante a seconda della propria estrazione sociale, per terminare con un dolce a forma di nave spaziale ed avere poi il tempo di unirsi alle feste che iniziano nel tardo pomeriggio.
- comprare e scambiarsi cioccolatini sempre a forma di astronavi: la ricercatezza dei dolci varia a seconda che siano preparati dalle raffinate pasticcere dei Core Worlds o dalla mani delle donne di casa del Border e del Rim.
- per i ricchi genitori dei mondi centrali, regalare ai più piccoli giocattoli a forma di astronavi o libri che raccontino storie sulla Terra-che-fu.
- buttare o dare via oggetti di cui non si ha più bisogno, a memoria di quando la civiltà della Terra-che-fu decise di lasciarsi alle spalle il proprio mondo morente.
- nei mondi del Core, è tradizione riunirsi allo scoccare della mezzanotte del 28 Settembre nei più grandi monasteri buddhisti, per accendere lanterne di carta che prendono il volo nei cieli delle maggiori città. Per meglio godere di questo spettacolo, l'amministrazione cittadina decreta lo spegnimento di qualsiasi luce pubblica non essenziale da mezzanotte alle due di notte, e la stessa cosa fanno i privati cittadini.


Un raffinatissimo dolce a forma di firefly, prodotto da una pasticceria di Capital City

La notte del 28 Settembre presso il tempio Hanshan di Capital City, Horyzon


lunedì 30 luglio 2012

Richleaf - Maracay



RICHLEAF

Richleaf, outer-rim planet del sistema Polaris, è famoso per un avanzamento tecnologico discreto e strutture mediche senza pari in tutto l'outer-rim. Piuttosto povero di risorse naturali, presenta un clima variabile, con temperature che non scendono sotto i sei gradi nei mesi invernali e che salgono fino a picchi frequenti di 45 gradi nei mesi estivi. Le precipitazioni, assai frequenti e decisamente abbondanti, si concentrano tra novembre e marzo.

Richleaf si è schierato, all'inizio della guerra, con il Fronte Indipendentista. E' stato mediamente bombardato subendo, durante la ricostruzione delle strutture mediche e dei laboratori, una carestia e un'epidemia di tifo due che, congiunte, hanno spazzato via centinaia di migliaia di vite. 


MARACAY

La capitale di Richleaf è il vastissimo conglomerato urbano di Maracay, una città estesa quanto le più grandi megalopoli del Core.

Maracay ha un centro cittadino ristretto, pieno di grattacieli talmente vicini tra di loro che, si dice - esagerando - che un abitante del centro può passare una ciotola di riso al suo dirimpettaio semplicemente allungando la mano fuori dalla finestra.

Mentre il centro è popolato da una classe di imprenditori mediamente benestanti, il vero cuore di Maracay si trova, paradossalmente, nelle sue vastissime periferie: sei strade principali che danno il nome ai "quartieri" sviluppatisi loro intorno: Saavedra, Dominicana, Las Rosas, Fidelidad, Tartagal e San Cristobal. 



Tali periferie hanno tutte conformazioni simili, sviluppandosi sul modello della baraccata: centinaia di baracche costruite di alluminio e materiali di scarto, facilmente infiammabili e spesso prive dei servizi essenziali, si accatastano l'una sull'altra, in alcuni casi in zone paludose percorse da canali di acqua piovana (come, ad esempio, a Las Rosas e Fidelidad). Il livello tecnologico, sviluppato nel centro - che ospita ospedali e laboratori di sintetizzazione - viene meno nelle zone delle baraccate, dove è tuttavia possibile trovare cliniche attrezzate ed economiche nonché laboratori di fortuna: Richleaf, infatti, è celebre in tutto il sistema per le esportazioni di droghe e prodotti sintetici illegali.



CULTURA

La lingua più parlata è l'inglese, ma esistono numerosissime comunità di lingua spagnola (considerata, comunque, alla stregua di un qualsiasi dialetto). La sensazione che si ha nel percorrere le rumorose strade della città - pieni di saltimbanchi, musicanti, ballerini - è quella di un vivacissimo crogiolo di culture che si fondono in sincretismi a volte paradossali.

La religione più praticata è il cattolicesimo, seppure la sua fusione con miti e credenze locali porti alla creazione di un nuovo culto cui si fa riferimento solitamente col nome di la Mezcla. Questa specie di religione comprende, accanto alla visione del Dio cristiano più tradizionale, un vasto pantheon di santi ognuno con la propria area d'influenza: i santi più importanti sono Saint Miguel, protettore dei collezionisti * e Saint Adele, protettrice dei musicanti. Ai santi si affianca una vasta schiera di demoni, raffigurati nelle maniere più eccentriche, che la tradizione vuole in lotta perenne per aggiudicarsi le anime degli uomini: la possessione demoniaca è considerata reale, gli esorcismi praticati ogni anno sono numerosi e brutali. Altre pratiche considerate reali sono il voodoo e la magia nera, e ugualmente esistenti sono ritenuti una serie di animali fantastici (tra cui il corvo con tre occhi, considerato segno di sventura imminente). 


* Una delle figure "professionali" più presenti nelle zone delle baracche è quella del "collezionista": vengono così chiamati tutti coloro che si avventurano nelle discariche della città alla ricerca di materiale di scarto utile a riparazioni e costruzioni meccaniche ed edilizie, che rivendono poi nei vastissimi mercati di Maracay. Un adagio molto noto dice che: "a Maracay, ogni cosa ha sette vite", alludendo appunto al riciclo che si fa di ogni materiale.

martedì 17 luglio 2012

Miti e credenze di St. Andrew




Sono miti e credenze che per molti tratti si rifanno a quelle norrene, forse a causa delle prime popolazioni stanziatesi in questo pianeta. Non si può parlare assolutamente di una “religione rivelata”, in quanto priva di una fondazione storica individuale. Si tratta di raccolte di conoscenze trasmesse oralmente da padre in figlio, di generazione in generazione, dai tempi della Terra-che-fu.
A causa di questa trasmissione orale molti di questi miti sono andati persi, come ad esempio i nomi delle divinità.
Un pianeta sul quale la potenza della natura è imponente, proprio questa forza viene considerata la manifestazione del volere degli dei.
Le divinità sono eroi umani o sovrani divinizzati o anche esseri sovrannaturali dalle sembianze di animali, come ad esempio il lupo, il corvo ed il serpente. Spesso non mancano nell’immaginario comune figure demoniache mostruose ed antropomorfe.

A St. Andrew non è presente una popolazione bellicosa; colpiti duramente dalle rigide condizioni non perdono tempo anche a tentare di sottomettersi tra loro, per conquistare villaggi in desolate porzioni di pianeta. Eppure è frequente l’idea che morire valorosamente sul campo di battaglia sia l’onore più grande che possa capitare ad ognuno di loro. Cacciare animali di ogni stazza e affrontare da soli branchi di lupi, viene considerato un atto di forza e di coraggio. Non è raro infatti trovare uomini (o anche donne) che indossano vesti confezionati dalle pelli degli animali da loro cacciati, in forma di vanto.

Il defunto nella sua morte passa in uno stato differente di vita. Per l’uomo è come se avesse attraversato uno specchio, un velo. E come nel mondo dei vivi non vedeva il mondo dei morti, così nel mondo dei morti non vedrà il mondo dei vivi. Sarà accolto da defunti amici e parenti, prima di essere condotto nella reggia degli eroi. Ma non tutti i defunti possono accedere a questa reggia. Dovranno fronteggiare prove che il Re della reggia (la divinità maggiore) riterrà opportuno. E per via di queste credenze, quando un uomo rimane ucciso, fuori dal villaggio natale si lascerà appeso l’occhio utilizzato dal defunto per prendere la mira e la mano utilizzata per combattere. E saranno un corvo ed un lupo a portare al defunto il suo occhio e la sua mano umana, per fronteggiare le prove con più precisione e forza.

Quando un uomo raggiunge la reggia degli eroi, credenza vuole che banchetterà e berrà in compagnia di splendide donne guerriere, di fianco alle altre divinità. E quando sorge il sole, scenderanno di nuovo in battaglia contro fiere demoniache fino al tramonto, dove i morti risorgeranno di nuovo nella reggia ed i feriti vedranno le loro ferite rimarginate. Questo fino al giungere della “fine di tutto”.
Non si crede che vi sia una vera e propria fine dei mondi e del cosmo, piuttosto un rinnovamento necessario. Ma prima che giunga questo rinnovamento, le creature demoniache spezzeranno il velo che divide i due mondi (vivi e morti) e semineranno il caos.

Ovviamente nessun abitante di St. Andrew crede che esistano demoni con corna e forconi, il demone è un qualcosa che si acquisisce con condotte orrende e che logorano dall’interno anche il corpo. Il tutto quindi è molto allegorico. Considerando tuttavia le varie leggende del ‘Verse e l’esistenza di mondi dei quali non si conosce nulla, creature aliene potrebbero rientrare in questa concezione astratta ed abbastanza personale.
Si trattano di miti, tradizioni e credenze folkloristiche e popolari, alle quali molti aderiscono mentre altri ritengono senza senso. Molto dipende anche dai villaggi: quelli meno isolati e sviluppati tendono ad abbandonare queste dicerie, al contrario dei villaggi sperduti e maggiormente isolati.